Samb. Dopo un tira e molla durato troppo, più di due mesi, con nel mezzo una conferenza stampa farsa che risale addirittura a venerdì 23 maggio 2014, oggi alle 15 il presidente Gianni Moneti tornerà ad incontrarsi con gli organi di informazione. Il nostro augurio è che non assomigli nemmeno lontanamente alla precedente. Rivedetela sui nostri archivi e vi renderete conto, alla luce del tempo che è passato, che fu un maldestro tentativo ricco di bugie e promesse delle quali la nostra città, la nostra riviera non ne ha più bisogno. Un offesa per gli sportivi rossoblu che non deve più ripetersi.

Fatta la debita promessa oggi la società deve essere chiarissima e con essa lo staff tecnico, calciatori vecchi e nuovi. Se verrà presentato un progetto, deve essere supportato da un budget trasparente senza introiti incerti per qualità e quantità come potrebbero essere gli abbonamenti, il contributo di Noi Samb, gli aiuti pubblicitari e quelli istituzionali.  Sia perché il presidente sa benissimo quale sia la precarietà di certe promesse che ha vissuto sulle proprie spalle. Sia perché le voci sopra accennate possono essere da supporto per programmi più ambiziosi ma non devono ritenersi fondamentali per un programma ridimensionato rispetto ad una locandina apparsa 20 giorni fa davanti alle edicole: “Moneti: saremo la squadra da battere“; su quali premesse fu fatta quella dichiarazione non l’ho mai capito né tantomeno nessuno lo ha mai spiegato.

All’uopo voglio ricordare al presidente che il suo modo di agire non si addice al popolo sambenedettese, tutto non solo  quello a cui pare interessarsi. Il popolo sportivo, io sono uno di loro, è stanco, non vuole più sentire proclami immotivati, vuole soltanto la verità. Motivo per cui le dò un piccolissimo consiglio che lei può ritenere provocatorio e smentirmi con i fatti ma glielo dò lo stesso: se il budget extra le voci sopra descritte che lei può mettere a disposizione è zero o lì vicino,  lo dica chiaramente, nessuno protesterà, anzi la città sarà più disponibile a darle una mano, per lo meno al 50%.

Se non sarà sincero contribuirà invece ad allontanare dalla Samb, altre grandi quantità di popolo sambenedettese. A quel punto potrebbe dare il colpo mortale ad una passione incredibile nata oltre sessant’anni fa. Se lo porterà sulla coscienza per tutta la vita. Lo faccia per noi, mi dia retta. Non se ne pentirà. La riviera le sarà riconoscente in ogni caso, come lo è da sempre il nostro territorio. E non dica più frasi tipo: qui a San Benedetto del Tronto sono ormai super esperti di truffe a danno della Samb, ti rivedono anche… (il resto della frase è comprensibilissimo). Furono parole che a me fecero malissimo anche se, molto ingenuamente, quelle sue parole riscossero un applauso scrosciante.

Qualsiasi sua programmazione supportata da budget certi la faccia, senza paura ma a lunga gittata, quindi ad almeno nove mesi, senza attendere a metà stagione “miracoli” che non avverranno. Anzi avverranno solo se oggi pomeriggio lei sarà schietto e umile come la città vorrebbe. Caro Moneti, se non le parlassi così le vorrei male e male non gliene voglio anche se certe sue uscite senza senso nei miei confronti mi hanno fatto imbestialire non poco. Più che altro perché qualche suo ‘imbonito’ l’ha presa sul serio e me lo scrive. A causa sua.

Detto ciò le ricordo che che io non sono il suo contraltare o la sua concorrenza, che svolgiamo ruoli diversi che vanno rispettati, che con me Direttore, Riviera Oggi non dirà mai bugie, che mai veicoleremo affermazioni incanta popolino, che il nostro motto è ‘Il cittadino non è più solo”. Una realtà che nessuno può smentire con fatti concreti o con ragionamenti sensati ma solo con accuse assurde dettate da invidia e da difetti di personalità. Sempre fino a prova contraria.

Sono una persona che vuole interpretare il giornalismo nel modo per cui è nato, per quel che riguarda la Samb io difendo il suo blasone e nessun altro pur riconoscendo i meriti a chi li ha. Avete mai letto  qualche nostra contestazione ad Arcipreti, Mosconi e i giocatori? No e non solo perché hanno fatto benissimo il loro lavoro ma perché abbiamo avuto modo di apprezzarli come uomini per la loro moralità, la loro serietà, il loro attaccamento vero ai colori rossoblu.  Anche a Moneti quando ce n’è stato bisogno ma “dopo Longo” ho aperto gli occhi e letto cose che non avrei mai voluto sapere.

Non ultimo mi riconosco il coraggio di portare avanti, anche da solo con il mio giornale, tesi scomode che non ricalcano una prassi molto in uso nell’informazione, quella di dire al popolo quello che gli piace sapere, io e i miei diciamo quello che è, nulla di più.

Grazie e scusatemi per l’ennesima lunga disamina che ho reputato necessaria in questo particolare momento della mia squadra del cuore.

P.S.-A proposito di squadre del cuore, ecco un messaggio datato 13 marzo 2014, di una persona importante, un medico sambenedettese Direttore in Umbria di una Struttura Complessa di Medicina:

«Caro Direttore, mi fido ciecamente di lei. Ma mi raccomando: come ho scritto in risposta ad un articolo:

In un momento come questo, in cui bene o male la Società è ripartita, quelli che hanno veramente a cuore la Samb dovrebbero mettersi intorno a un tavolo con spirito di semplicità, umile costruttività, senza scannarsi a vicenda, rinunciando ai propri ego, alle proprie individualità, alle rivalità, alla voglia di prevalere l’uno sull’altro. Poi magari non si troverà la soluzione, ma almeno ci si prova nel migliore dei modi. Scommettiamo che gli ascolani lo stanno già facendo?»

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