MARTINSICURO – Il Tar accoglie il ricorso della fonderia Veco di Martinsicuro, mettendo la parola fine ad una vicenda che da tempo tiene banco nella città truentina.  Il tribunale amministrativo regionale aveva già sospeso lo scorso novembre l’ordinanza del sindaco Camaioni e oggi, 10 luglio, è arrivata la sentenza definitiva.

Tutto era nato la scorsa estate con un esposto in Comune da parte di alcuni abitanti delle vicinanze della fabbrica, riunitisi poi in un Comitato per la difesa ambientale, che aveva portato l’Arta ad effettuare delle rilevazioni, constatando una produzione di decibel superiori a quella consentita dalla zona del piano acustico dove la Veco veniva collocata. Il sindaco Camaioni emanò un’ordinanza (n. 185 del 13 settembre 2013) che imponeva alla Veco di adottare tutti i provvedimenti necessari al fine di rientrare nei limiti di legge sulla rumorosità prodotta dai propri impianti produttivi. La conseguenza, immediata, fu quella di ridurre i turni di lavoro da parte dell’azienda, eliminando in sostanza quello notturno (quello in cui venivano caricati i forni e dunque quello più rumoroso), con un conseguente calo di produzione, stimato intorno al 20-25%.

Il nodo della discussione tra le parti, che approdò anche in Consiglio comunale per volontà del locale Pd, era l’attuale piano acustico vigente nel Comune truentino e in particolare l‘ormai noto emendamento della delibera 5 del 2007 con cui si inserì la Veco in zona acustica 5, quella dove dovrebbero essere inserite le industrie. Il piano acustico, in tutti questi anni non fu però mai modificato, come si può vedere dal sito del Comune e il problema cruciale di una Veco in zona 5, riguardò la corretta creazione di aree contigue visto che la legge vieta la disposizione di fasce acustiche con differenze di decibel superiori a 5. Come a dire, in parole povere, da una zona 5 (industriale) non si può passare ad una zona 3 (residenziale), senza che venga prevista una zona cuscinetto.

Tale piano di zonizzazione acustica è stato dichiarato inapplicabile dalla sentenza del Tar di oggi, 10 luglio, annullando di conseguenza anche gli altri provvedimenti con esso gravati. E’ stata pertanto dichiarata illegittima l’ordinanza n.185 del sindaco Camaioni in quanto, vigendo, oltre alle al principio delle zone contingue anche quello del preuso (in sostanza non è la Veco che deve adeguarsi poichè è situata in quella zona da più tempo). Inoltre, sono state annullate con la sentenza anche le rilevazioni dell’Arta effettuate da un’abitazione nelle vicinanze, collocata dunque in una zona 3 e non consona con la zona 5 dove si trova la Veco. Giudicata anche illegittima la diffida della Regione Abruzzo nei confronti della Fonderia dello scorso marzo.

Un sospiro di sollievo per la proprietà della Veco, difesa dall’avvocato Alessandra Pulcini, e per tutti i suoi lavoratori rimasti in tutti questi mesi con la paura di poter perdere il posto di lavoro. Una sentenza che potrebbe portare ad una richiesta risarcitoria da parte dell’azienda nei confronti dell’amministrazione truentina, alla quale spetta ora anche lo spinoso compito di ridefinire, in tempi brevi, un nuovo piano di zonizzazione acustica.

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