SAN SEVERINO MARCHE – Comincia a muoversi qualcosa riguardo all’assassinio di Pietro Sarchiè. Quattro persone, siciliane residenti nel Maceratese, sono finite sul registro degli indagati da parte dalle forze dell’ordine. Con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Il movente sarebbe una presunta rivalità nel commercio.

Nella casa di uno di loro sono stati trovati alcuni reperti che sembrerebbero appartenere al furgone del venditore di pesce. Seguiranno aggiornamenti.

Secondo l’Ansa, a ore dovrebbero essere emessi i decreti di fermo nei confronti delle quattro persone (tra cui una donna). Nella giornata dell’8 luglio i carabinieri avevano sequestrato un capannone industriale a Castelraimondo, dove anche lì sarebbero stati rinvenuti pezzi del furgone di Pietro Sarchiè.

L’autopsia, compiuta nella mattinata del 9 luglio, ha rivelato che l’uomo è stato raggiunto da 6-7 colpi di pistola tra cui quello letale sulla nuca.

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