SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nell’ottobre 2005 Alessio Persico, bambino di 5 anni, perse la vita dopo essere finito nel pozzo, pieno d’acqua, di un ascensore che si trovava in un’area in costruzione vicino il Bricofer di via Pasubio, a Porto d’Ascoli. Il bimbo era sfuggito alla madre attirato da un pallone finito nel pozzo e nel tentativo di prenderlo ci è caduto dentro annegando nell’acqua melmosa. In primo grado, nel 2008, furono condannati a due anni di reclusione per omicidio colposo Giuseppe Nobilioni (titolare dell’impresa che si occupò dei lavori), Martiniano Martinelli (direttore dei lavori della Cosmo) e Giacomo Ulissi (responsabile della sicurezza del cantiere). Un anno di reclusione invece per Nicola Di Nicola (amministratore delegato della Cosmo) e Massimo Pulcinelli (amministratore delegato della Pulcinelli).

La Corte di Appello di Ancona, il 7 luglio, ha deciso l’assoluzione per Martiniano Martinelli, Giacomo Ulissi e Massimo Pulcinelli per non aver commesso il fatto. Confermato la sentenza di primo grado per Nicola De Nicola e Giuseppe Nobilioni riconoscendo però la prescrizione del reato. Rigettato l’appello delle parti civili sulla quantificazione del danno e liquidati 60 mila euro di provvisionale.

La Procura aveva chiesto la conferma delle condanne emesse nel 2008.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 871 volte, 1 oggi)