SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Incredulità e sgomento aleggiano in questi giorni tra i familiari e gli amici di Pietro Sarchiè dopo il ritrovamento del cadavere a San Severino Marche. Un epilogo drammatico su cui ancora ci sono tanti inquietanti interrogativi. Secondo gli inquirenti è stato un colpo alla nuca a uccidere il commerciante di pesce. L’autopsia, il 9 luglio, farà luce piena sulle circostanze del decesso. Fosse confermata questa ipotesi, farebbe pensare a una vera e propria esecuzione.

Ma perché? Secondo le testimonianze raccolte Pietro Sarchiè era un uomo tranquillo, con una vita, anche economica, ordinaria. Difficile immaginare che avesse dei nemici. S’ipotizza anche una rapina finita male, magari con una reazione del venditore all’aggressione che è stata fatale. Bisognerà capire, dove Pietro Sarchiè è stato giustiziato. Gli investigatori stanno valutando pure che l’omicidio sia stato commesso in un posto diverso da dove il corpo parzialmente bruciato è stato ritrovato.

Inoltre si dovrà fare chiarezza sulla sorte del furgone che non è stato ancora scovato. La speranza è di trovare i responsabili di quest’azione ignobile che ha sconvolto un’intera comunità.

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