SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Con Marche 2020 intendiamo organizzarci per proporci ai partiti”. Gian Mario Spacca parla della sua creatura in vista delle Regionali 2015, senza però sbilanciarsi troppo: “E’ un progetto politico, vogliamo lavorare per la risoluzione dei vari problemi del territorio, come turismo, occupazione, sviluppo”.
Nessun riferimento al futuro e all’ipotesi sempre più concreta di un terzo mandato. Ambito, agognato, ma allo stesso tempo respinto da una grossa fetta del Pd, che invoca il rinnovamento.

“Il Partito Democratico e le centinaia di migliaia dei suoi elettori marchigiani non possono essere mortificati in questa maniera”, ha tuonato sulla propria pagina Facebook il sindaco di Offida, Valerio Lucciarini. “Se Marche 2020 è un progetto elettorale, innanzitutto precisi in quale campo politico intende svolgere il suo ruolo. L’impressione che molti hanno è che si tratti di un cartello che ha come unico obiettivo la riproposizione di Spacca a presidente della Regione. Il PD e il suo popolo hanno diritto di poter scegliere, nel solco del necessario rinnovamento, un nuovo progetto innovativo ed all’altezza delle sfide di rinnovamento che la storia oggi ci mette di fronte e chi questo nuovo progetto ha la cifra per poterlo davvero interpretare. Se Marche 2020 vuole stare in questo progetto del Pd e del centrosinistra lo dica e candidi Spacca alle Primarie aperte per la scelta del candidato”.

In caso di gara, il voto di Lucciarini non andrebbe ovviamente al governatore uscente: “Per quanto mi riguarda io faccio parte di quei tanti cittadini marchigiani che pensano che trent’anni nella stessa istituzione da protagonista vadano ben oltre i precetti normativi civilistici di usucapione. Comi sostenga questo percorso perché è l’unico in grado di ricostruire una unità politica del Pd regionale consegnando a lui e ai nuovi organismi di rappresentanza una legittimazione che oggi non hanno”.

L’appoggio all’amministratore offidano è immediatamente giunto da Fabio Urbinati. “Non trovare un’alternativa a Spacca sarebbe un limite”, ha fatto notare l’assessore sambenedettese. “La logica del rinnovamento deve valere sempre. Lasciamo da parte la dietrologia, assecondare una candidatura che vede il solito blocco di potere occupare gli stessi posti da tre decenni, non si sposa con la logica del Pd del 40%”.
Un messaggio a Spacca, ma soprattutto a Gaspari, sempre più solo nell’appoggio al Presidente che potrebbe regalargli una corsa al Palazzo Raffaello.

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