SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Tar ha respinto il ricorso del Popolo della Libertà sull’assise bis del 28 aprile, che ha approvato la contestata delibera sull’equilibrio e l’assestamento di Bilancio 2013. Il consesso era stato riconvocato dopo che il Ministero dell’Interno aveva scongiurato lo spettro dello scioglimento del Consiglio, ordinando semplicemente l’approvazione del punto in tempi brevi.

Il provvedimento smentì l’iniziale pronunciamento del Tribunale Amministrativo, che il 2 aprile dichiarò illegittimi i lavori del 30 novembre 2013, a causa di una seconda seduta convocata con meno di ventiquattr’ore d’anticipo, come invece previsto dal regolamento.

Il centrodestra decise a quel punto di impugnare nuovamente il documento, facendo leva sul fatto che fosse stata ignorata la sentenza iniziale del Tar.

Nella nuova sentenza, depositata il 7 luglio, il Tribunale “ritiene di non trattare l’eccezione di difetto di legittimazione dei ricorrenti, quali Consiglieri Comunali di San Benedetto del Tronto, all’impugnazione della delibera in quanto il ricorso è infondato nel merito”.

Si fa notare che “nel caso in esame, non vi è stata un’effettiva mancata approvazione del bilancio comunale, ma l’annullamento giurisdizionale, per motivi relativi all’irregolare convocazione della seduta consiliare, di una delibera integrativa degli equilibri di bilancio (art. 193 c. 2) contenente, tra l’altro, la modifica delle aliquote IMU, che ha provocato (nell’interpretazione del Comune) l’impossibilità di approvare il bilancio 2014, portando all’esercizio provvisorio. In realtà, come osservato dalla Prefettura nel parere sopracitato, la procedura di cui all’art. 141 c.2 d.lgs 267/2000 (richiamata dall’art. 193 c.4) riguarda i casi di mancata adozione, da parte dell’ente, dei provvedimenti di riequilibrio in caso di squilibri finanziari e non la mera mancata approvazione della delibera, per cui è ulteriormente destituita di fondamento la tesi di parte ricorrente per cui il Comune non avrebbe più il potere di deliberare sul tema, non essendovi stato il previo inadempimento della diffida di cui all’art. 141 c.2 più volte citato”.

Il Tar informa quindi che lo scioglimento dell’assise chiesta dal centrodestra “è privo di supporto normativo”. La sentenza 400 del 2014 “ha fatto venir meno, con effetti retroattivi – salvo l’esito dell’Appello – la delibera del 30 novembre 2013. A seguito dell’annullamento – si legge – il Consiglio Comunale si è attivato, con previo parere della competente amministrazione, per riapprovare la delibera, evitando il procedimento di cui all’art. 141 c.2. Ora, il fatto che il procedimento sostitutivo preveda, previa diffida, la possibilità che il Consiglio Comunale approvi il bilancio dopo essersi reso inadempiente, esclude la perdita del relativo potere da parte del Consiglio che, a parere del Collegio, ha agito conformemente a quanto previsto dalla normativa applicabile (141 c.2, 175 c. 3 e 193 c.2 e 4 del d.lgs 267/2000), nonché dei principi giurisprudenziali sopra riportati. Ne consegue il respingimento del ricorso”.

A questo punto, come specificato dallo stesso Tar, non resta che attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla delibera originaria.

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