SAN BENEDETTO DEL TRONTO- “Il fermo pesca uccide la nostra marineria”. È quanto si legge sullo striscione affisso nella notte tra il 4 e il 5 luglio da CasaPound Italia sul muro di cinta del molo nord.

“A meno di un anno di distanza dalla nostra azione su questo gravoso problema – spiega il movimento – abbiamo constatato che nulla è cambiato: l’attuale sistema di fermo biologico della pesca rimane un cappio al collo della nostra marineria ed è totalmente inutile dal punto di vista ambientale. Le istituzioni hanno avuto un anno di tempo per andare incontro alle necessità della marineria sambenedettese, ma nulla è stato fatto e a questo punto ci ritroviamo, come ogni estate, di fronte ad un problema mai affrontato con i dovuti modi. L’amministrazione comunale, che nella persona del sindaco Gaspari, afferma di essere grande amica del governatore Spacca e che San Benedetto gode di una certa considerazione in Regione, che cosa ha fatto per far valere le sue ragioni in sede di consiglio regionale a proposito delle politiche della pesca? Che cosa ha fatto il sindaco Gaspari affinché le istanze della nostra marineria potessero essere condivise da quelle di altre città del litorale adriatico e realizzare così un fronte comune a livello macro-regionale? A questo punto, ci chiediamo anche se oltre a farsi consigliare su come debellare la piaga del punteruolo rosso, Gaspari si sia fatto illuminare dagli sceicchi degli Emirati Arabi anche su quali soluzioni offrire ai nostri pescatori – domanda Cpi – Invece non possiamo far altro che appurare che quest’amministrazione comunale casca sempre dalle nuvole; incapace di accorgersi dei problemi che affliggono la città, quando questi vengono a galla, si limita a offrire soluzioni di ripiego, come il piano d’emergenza che prevede lo slittamento dello stop. Così come da anni l’altra categoria assai colpita sarà quella dei consumatori, che saranno costretti a comprare prodotti surgelati e d’importazione, magari provenienti dalla Croazia o dai porti del distretto marittimo dell’Alto Adriatico, che, complici amministrazioni attente alle esigenze dei propri cittadini, godono di trattamenti differenti per la loro marineria. È tempo – conclude CasaPound Italia – che i cittadini di San Benedetto non subiscano più passivamente il totale disinteresse di quest’amministrazione, che nei fatti da dieci anni a questa parte ha abbandonato la città a se stessa, con tutto ciò che ne consegue”.

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