MARTINSICURO – Si nascondeva a Martinsicuro uno dei componenti della banda coinvolta nell‘omicidio di un 24enne gabonese, Moussa Seck. Il giovane pusher africano era stato ferito in via Ormea a Torino con un colpo d’arma da fuoco ed era deceduto poco dopo il trasporto in ospedale.

Dalle testimonianze raccolte e dalle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza, si sarebbe verificata un’aggressione ad alcuni uomini di colore, verosimilmente dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, da parte di un gruppo di persone dell’est Europa, albanesi o rumeni, a loro volta dediti allo sfruttamento della prostituzione. Il gruppo di aggressori , armato di coltelli, mazze e due pistole, sarebbe giunto sul posto dell’omicidio a bordo di tre autovetture.

A conclusione di una intensa attività investigativa la Squadra Mobile di Torino,  a seguito di importanti elementi acquisiti, ha effettuato il fermo di indiziato di delitto nei confronti degli albanesi Altin Arapi detto Chapi, 34 anni, Klaudio Rroshi,35 anni, e Elis Sula, 24 anni.

Il personale della Squadra Mobile di Teramo, su indicazione dei colleghi di Torino, a conclusione di mirati servizi di osservazione e pedinamenti, ha individuato un quarto albanese che aveva partecipato all’agguato e che aveva trovato rifugio presso alcuni parenti a Martinsicuro. L’uomo, Paolo Avdul, un albanese di 21 anni, è stato arrestato dagli agenti delle Squadre Mobili di Teramo e Torino che hanno fatto irruzione nell’appartamento in cui si trovava. Al giovane è stato notificato il decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica torinese per concorso in omicidio.

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