SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Chi l’ha detto che a San Benedetto si vive solo di calcio? Certo, la Sambenedettese ha la priorità assoluta nell’immaginario dei cittadini (purtroppo nell’ultimo periodo più per questioni societarie che per i risultati), ma in città ci sono tanti sport in cui stanno crescendo tanti talenti nostrani. Dal pattinaggio, alla ginnastica, al nuoto e al triathlon. E da quest’ultimo, recentemente, un sambenedettese ha dato orgoglio alla Riviera.

Parliamo di Filippo Alfonsi, atleta 27enne della società ascolana “Flipper Triathlon”, che nel Mezzo Iron Man(disciplina sportiva ad alto contenuto fisico che comprende nuoto, ciclismo e corsa) del primo giugno, svoltosi a Pescara, si è classificato 88esimo su 2200 partecipanti ed è stato il primo sambenedettese a tagliare il traguardo con il tempo di 4 ore, 39 minuti e 21 secondi. Precedendo i veterani fratelli Palestini e Massimo Brighindi.

Un ottimo risultato che ha sorpreso lo stesso Filippo Alfonsi: “Non credevo a quello che avevo appena fatto. L’anno prima avevo impiegato un’ora in più, quindi il miglioramento è stato netto. Ma più che per il piazzamento sono rimasto contento da come sono arrivato al traguardo. In buone condizioni, non stremato, quasi pronto per fare immediatamente un’altra gara. Ciò, per me, vale più di una vittoria. Poi certamente il calore della gente e i complimenti fanno molto piacere”.

Quando hai iniziato a praticare l’atletica? “La corsa è stata da sempre una passione. Più del calcio che comunque seguo. Iniziai a correre sul lungomare da ragazzino per attività fisica e poi decisi d’iscrivermi, nel 2009, alla Porto85 e cominciai a disputare diverse gare di podismo. M’innamorai in seguito del Triathlon seguendo alcune gare dal vivo, mi piaceva lo svolgimento della competizione, le biciclette e le divise. E decisi d’intraprendere questo sport”.

Quali sono stati i tuoi mentori? “Ho profonda stima per Massimo Brighindi, mi ha insegnato le basi fondamentali del nuoto, le varie tecniche e ascolto volentieri i suoi consigli. Dopo la gara di Pescara l’ho abbracciato e ringraziato. Poi ammiro Alessio Piccioni, Ezio Amatucci e il presidente della Flipper Raffaele Avigliano. Persone straordinarie che mi hanno insegnato prima di tutto a divertirmi, fattore importante in qualsiasi sport. Poi ho un rapporto fantastico con tutti i membri della Flipper, sportivi veri ma soprattutto uomini veri, anzi, uomini d’acciaio. Ma non dimentico lo staff del Porto85 che porto sempre nel cuore per avermi svezzato”.

Il Triatlhon richiede tanto allenamento e sacrificio… “Esattamente. La preparazione atletica è molto dura, bisogna avere un’alimentazione regolare e soprattutto avere la testa. Perché il fisico naturalmente è importante, ma lo è ancora di più la tenuta mentale che aiuta ad affrontare queste competizioni così dure. Spesso sono richiesti sacrifici, come non uscire la sera o non fare comunque nottata”.

Qual è la tua attività aldilà della professione sportiva? “Mi sono laureato alla Sapienza di Roma in fisioterapia. Fare il fisioterapista, naturalmente, mi aiuta a rimanere in contatto con il mondo sportivo ed è un modo per conoscere ancora meglio il mio corpo e tenerlo allenato nella maniera giusta”.

Il territorio del Piceno è un buon campo di allenamento? “Nell’entroterra le strade sono ideali e i paesaggi sono straordinari. Come nella Val Menocchia, nei Sibillini e nell’Ascolano. Anche la zona del Teramano possiede piste adatte. Naturalmente è importante una buona conoscenza dei percorsi e dei tratti stradali sicuri per potersi allenare nelle giuste condizioni. Invece mi spiace far notare che nei lungomari e nelle zone centrali di varie città le strade sono davvero pessime. Non solo per noi sportivi ma per tutta la comunità. Si potrebbe fare molto di più per renderle migliori”.

Quale sarà il tuo prossimo appuntamento sportivo? “Disputerò il 29 giugno la Varano Trilake in Puglia. Una competizione durissima dove anche il caldo sarà un elemento da non sottovalutare. Comunque sono fiducioso anche perché come ho detto prima, il mio obiettivo è divertirmi, godermi la manifestazione senza pressione. Cosa che dovrebbero insegnare a tutti i bambini che praticano qualsiasi sport. Pensare a ottenere il risultato a tutti i costi è soltanto penalizzante”.

Filippo Alfonsi ha voluto chiudere questa nostra chiacchierata con un pensiero a un suo collega (sia nello sport, sia nel lavoro) che recentemente ha subito un brutto incidente. “Volevo esprimere la mia vicinanza a Luca Immediato, atleta e fisioterapista come me che recentemente se l’è vista molto brutta a causa di un tremendo incidente. Fortunatamente le sue condizioni stanno piano piano migliorando e gli auguro, oltre a riprendersi totalmente, di tornare a gareggiare insieme con noi altri atleti”.

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