Video visibile anche su Super J, canale 603. Servizio di Massimo Falcioni e Arianna Cameli.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La pazienza è finita. “Il fermo pesca così com’è non funziona, danneggia l’economia e una delle eccellenze di questo territorio”. L’ammonimento arriva forte e chiaro da parte dell’amministrazione comunale, che raccoglie in pieno l’appello dei pescatori e delle associazioni di categorie, terrorizzati dall’idea di un nuovo blocco del mercato del pesce in piena estate.

Nel 2013 la pausa si estese dal 27 luglio fino al 5 settembre. “E’ inconcepibile – dice l’assessore Fabio Urbinati – si spalancano le porte a prodotti surgelati e d’importazione. E’ un controsenso finanziare manifestazioni sul pesce proprio nel momento in cui si impedisce l’uscita in mare”.

Nel mirino finisce il ministro Maurizio Martina. “Ha avuto tutto il tempo di analizzare le nostre idee. E’ mancata la volontà di confrontarsi. La politica non sta dando risposte. Il Governo in tre mesi ha avviato la discussione per le riforme costituzionali e allo stesso tempo non riesce ad offrire risposte ai marinai. Non si può far mancare il prodotto nel periodo di maggior afflusso turistico. E’ l’abc dell’economia”.

L’obiettivo è sbloccare la situazione nei prossimi giorni, per arrivare ad una riforma integrale. “Lo slittamento da dopo ferragosto a fine settembre equivarrebbe ad una vittoria a metà”, osserva l’assessore. “Noi abbiamo posto sul tavolo delle alternative”.

Una riguardava un fermo pesca ad intermittenza, una sorta di settimana breve con la riduzione di un giorno delle uscite in mare per un arco di quattro mesi. In alternativa, si era fatto spazio il cosiddetto ‘fermo pesca a zona’. Da Pedaso al Tronto, da 3 miglia dalla costa e a 50 metri di profondità, si sarebbe ridotto lo sforzo di marineria, passando dalle 96 ore lavorative settimanali a 50.

“Un governo che va a mille all’ora su questo tema non sa esprimersi. O ci prendono in giro, o c’è incapacità. Il fermo pesca non è l’unica forma che consente il rinnovo del pescato. Le misure alternative ci consentono di ridare vita a tutto un indotto. La pesca è una delle eccellenze di questo territorio, sono stati spesi miliardi di euro in trent’anni, con risultati disastrosi. Come Comune chiederemo conto delle mancate risposte. Certe associazioni di categoria hanno al comando le stesse persone da trent’anni. Devono andare a casa, in trent’anni è cambiato il mondo”.

Nel frattempo, martedì a Roma si svolgerà una riunione decisiva fra i rappresentanti dell’esecutivo, la Federpesca, la Legacoop e degli esponenti del settore.

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