SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono entrati in servizio venerdì 20 giugno i dodici agenti di Polizia Municipale assunti a tempo determinato fino al prossimo 19 settembre. Un provvedimento varato appena ventiquattr’ore dopo la sentenza del Tar che annullava il bando di concorso, accogliendo il ricorso della candidata Annamaria Celi, decisa a denunciare l’omessa pubblicazione della gara sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

“La vicenda ebbe inizio nella primavera 2013 – dice lei – la graduatoria ha valore triennale, ogni qualvolta il Comune ha necessità di assumere attinge da lì, come avvenuto per la stagione appena iniziata”. Ma in quell’elenco il nome della Celi non compare: “Il problema non è esserci o meno, la mia è una questione di principio. Le regole non sono un optional. Lessi di quel concorso in ritardo, mi iscrissi in extremis e alla prova non arrivai con la preparazione adeguata. Avrei avuto altre chance se fossi stata informata correttamente”. E in tal senso, le motivazioni del Tribunale Amministrativo non lasciano scampo ad interpretazioni: “Tale modalità di pubblicazione – recita la sentenza – non è suscettibile di essere surrogata dalla pubblicazione all’albo pretorio dell’ente locale, considerata la generale portata del principio di pubblicità mediante pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e l’affidamento ragionevolmente riposto dai candidati ad una procedura selettiva per l’assunzione al pubblico impiego”.

La Celi viene da innumerevoli esperienze nella Polizia Municipale. Quello del 2013 è stato il quarto concorso, successivo a un’esperienza di vigile durata per otto stagioni. “Il Tar ha azzerato tutto. E’ vero che esiste il Consiglio di Stato, tuttavia quel pronunciamento è immediatamente esecutivo. Il Comune non sta agendo in modo legittimo. Mi fa rabbia questa situazione: un povero cittadino se sta nel torto subisce e deve rimediare frettolosamente, invece se il torto è dall’altra parte non succede nulla”.

Con l’avvio della calda stagione, il rafforzamento delle forze dell’ordine è inevitabile quanto necessario. “Il Comune non ha solo quella strada per poter assumere”, precisa la Celi. “A volte la graduatoria interna non è sufficiente e se ne consultano altre di comuni limitrofi. In passato accade, pertanto il bisogno di rimpiazzare il personale poteva essere sopperito agendo in altre maniere. Potevano affidarsi alla vecchia classifica del 2010. In caso di emergenza si agisce così”.

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