SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La tassa di soggiorno non può essere posticipata. Il Comune gela gli operatori turistici che, attraverso il presidente dell’Assoalbergatori Gaetano Sorge, avevano proposto lo slittamento dell’istituzione dell’imposta dal 15 al 20 giugno.

Richiesta di rinvio dettata da una situazione prolungata di maltempo, ma che l’assessore al Turismo considera impraticabile. “Il regolamento della tassa di soggiorno fu varato dal Consiglio Comunale e ogni rettifica deve necessariamente passare per il Consiglio Comunale”, precisa Margherita Sorge. “Modificarlo in corsa porterebbe a variazioni al Bilancio di previsione. Tuttavia, l’amministrazione è sempre disponibile al confronto e al dibattito. A settembre il tavolo del turismo si farà carico di questo argomento”.

La Sorge chiama in causa Senigallia: “Là l’imposta è attiva tutto l’anno e nonostante le recenti vicende l’ente anconetano non ha rivisto il provvedimento. Non si può legare agli eventi contingenti. Oggi c’è la pioggia, ad agosto potrebbe esserci la grandine. In questi giorni abbiamo cercato di coccolare i vacanzieri attraverso l’apertura dei musei al mattino, al pomeriggio e alla sera. Pure quelli sono costi”.

La tassa di soggiorno è fondamentale per il finanziamento dei servizi turistici. Il 60% del gettito viene destinato alla realizzazione del cartellone estivo di “Scenaperta”, mentre il resto copre le spese, tra le altre cose, della pulizia della spiaggia e del litorale. “Sul versante del Sociale abbiamo investito molto più dell’anno scorso – prosegue la Sorge – senza quell’introito per l’accoglienza non avremmo avuto a disposizione un euro”.

Va comunque ricordato che un’importante parte dell’introito avrebbe dovuto consentire il restyling del lungomare nord. O almeno così venne annunciato nel marzo 2012. “Avremmo fatto partire il project-financing; l’idea però non è andata a buon fine in quanto non abbiamo reperito società interessate. L’intervento intendiamo farlo e abbiamo deciso che accenderemo un mutuo al termine del 2014”.

La polemica di Forza Italia viene pertanto rispedita al mittente: “Piunti anziché fare le pulci si ricordi che è ancora vicepresidente di una Provincia che deve versare 60 mila euro all’Istituto Vivaldi per il 2014, dopo che il conto dell’anno scorso non è stato saldato completamente”.

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