In concomitanza con l’avvio della stagione turistica, siamo arrivati ad analizzare la parte del programma di Mandato della giunta Gaspari II relativa al turismo.

Si inizia subito molto male, in particolare nell’incipit di questa sezione si menzionano due “facts” assolutamente poco veritieri cioè la destagionalizzazione del turismo rivierasco e l’aumento del 5% delle presenze e degli arrivi.

Per quanto riguarda questi due aspetti si verifica facilmente mediante l’interrogazione del sistema informativo Istrice dell’osservatorio regionale sul turismo (clicca qui per l’accesso ai dati). Ebbene da questi dati non si nota alcuna destagionalizzazione statisticamente rilevante né tantomeno un aumento degli arrivi e presenze come riportato nel programma di mandato. Questo è gravissimo perché si utilizzano informazioni false per promuovere il proprio operato, ma a questo punto sorge la perplessità del significato del programma di mandato che dovrebbe dichiarare cosa si andrà fare nel prossimo mandato e non incensare lo scorso mandato, con l’aggravante di usare dati falsi e tendenziosi.

Continuando ad analizzare il programma di mandato si capisce velatamente il declino turistico della nostra città in quanto si conferma “San Benedetto Regina del turismo“…. ma “nel Piceno” e pensare che qualche anno fa al posto di quel “nel Piceno” c’era “nelle Marche”. Su questo ridimensionamento l’amministrazione non può far finta di nulla ma anzi deve assumersi le sue responsabilità, vedremo se nel corso del programma di mandato proporranno un piano per recuperare il terreno perso nei confronti delle altre località turistiche marchigiane.

La prima dichiarazionie di intenti che si trova in questa sezione riguarda l’accoglienza e l’auspicio è quello di migliorare “lla politica di incoming affinchè l’accoglienza e i servizi di informazione possano essere al passo con il turismo mondiale” in particolare si fa riferimento a “applicazioni per dispositivi mobili o banner e gli spot pre-roll nei servizi video da veicolare attraverso la rete” il tutto con uno sguardo all’offline con “la realizzazione di una guida turistica tascabile” ma di tutte queste promesse si è visto ben poco….

Dall’incoming si passa alla promozione, seppur non sia una competenza strettamente comunale, e a tal proposito si intende intraprendere “una innovativa campagna di marketing del territorio che preveda anche la creazione di un brand capace di identificare San Benedetto del Tronto nel mondo” ed anche su questo tema finora non si è visto nulla, anche perché chi conosce un minimo la storia turistica di San Benedetto sa perfettamente che il brand già c’è (il Palmino) e negli anni ’80-’90 ha avuto anche un ottimo successo ma caduto nel dimenticatoio per distrazione e che potrebbe essere rilanciato con un piccolo restyling, chissà perché si è voluto ribadire la necessità di un nuovo brand? (tra l’altro, a distanza di tre anni, neppure realizzato minimamente, ndr?)

Si pone anche l’attenzione sulla necessità di “riorganizzazione del Sistema Turistico Locale” per potenziare il legame con l’entroterra, ma di questa riorganizzazione non si hanno tracce.  Nel turismo una parte importante la gioca la formazione professionale

Finalmente si giunge al primo “facts” verificato cioè l’istituzione della Tassa di Soggiorno! E’ curioso vedere come la prima promessa mantenuta nel turismo sia proprio l’istituzione di una nuova tassa, per giunta una tassa che non offre alcun servizio agli albergatori o turisti, preso atto che il progetto Seacard prima poi Picenopass è stato un grandissimo fallimento se si considerano i finanziamenti pubblici percepiti in rapporto alle card attivate.

In definitiva sul turismo sono state proposte pochi idee ma ben confuse, prive di una strategia atta a valorizzare l’offerta commerciale e senza investimenti atti a conseguire dei vantaggi competitivi duraturi nel tempo. Visto questo non mi stupisce il declino turistico della nostra destinazione, rimango sempre più convinto che tutto ciò derivi da una volontà politica di non ritenere il turismo un settore strategico per lo sviluppo della città, altrimenti non si giustificherebbe una così poca attenzione per questo settore.

Alle prossime puntate.

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