SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Parte lunedì sera la discussione nel Pd in vista delle Regionali 2015. Dopo le chiacchiere delle ultime settimane, la parola passa ufficialmente al segretario Francesco Comi.

Oltre a commentare i risultati dello scorso 25 maggio, la direzione marchigiana è chiamata a buttare per la prima volta l’occhio sulle elezioni dell’anno prossimo. L’idea di un tris di Gian Mario Spacca non entusiasma tutti e, specialmente nel Piceno, il coro degli scontenti tende ad allargarsi col passare dei giorni.

L’endorsement del sindaco Gaspari, che con il governatore uscente ancora in sella punterebbe alla candidatura a Palazzo Raffaello, va bilanciata ai dubbi della nuova classe dirigente, intenzionata alla ‘rottamazione’ del presidente fabrianese.

Per la provincia ascolana, uno dei delegati è Gianluca Pompei. Assieme a lui pure il primo cittadino di Monteprandone, Stefano Stracci, membro in quanto capo dell’assemblea, ma privo del diritto di voto.

Discorso differente per l’outsider di Sabrina Gregori all’ultimo congresso sambenedettese. “Sono contrario al terzo mandato di Spacca – afferma – su alcune cose ha operato bene, tuttavia non è stato in grado di garantire lo stesso grado di benessere in tutto il territorio. Il sud delle Marche sconta l’arretratezza su temi come la sanità e lo stoccaggio del gas. La differenza di trattamento con altre realtà è innegabile”.

C’è poi una questione di opportunità politica e il pensiero di Pompei non si discosta molto dalla recente analisi dell’amministratore offidano Lucciarini. “Dieci anni da presidente che diventerebbero quindici, altri dieci da vice e cinque da consigliere. Trent’anni dentro un ente equivarrebbero ad un regno. Ci sono forze giovani che possono egregiamente prendere il suo posto”.

L’ex Gd punge e avvisa chi il 15 febbraio boicottò il voto per il rinnovo della segreteria regionale. Si recarono al seggio appena 12 mila elettori, a fronte degli 85 mila che incoronarono in precedenza Palmiro Ucchielli. “Coloro che remarono contro ora sono fuori dal dibattito, ne parlano da commentatori esterni. Mi riferisco a Gaspari e non solo. Possono intervenire sui giornali, non altrove. Con quale autorevolezza si rivolgeranno ad un segretario che non hanno riconosciuto? La partecipazione a quell’appuntamento avrebbe concesso forza alle loro convinzioni”.

Gaspari a braccetto con Spacca? Lo scenario non sorprende affatto Pompei. “Lui è da venticinque anni in Consiglio, non gli crea problemi questa situazione. Io credo invece che la stagione del rinnovamento debba passare per questi aspetti qui. E’ opportuno che il Pd sambenedettese ne discuta all’interno degli organismi. Sia sul terzo mandato che sulle candidature. Un partito che prende il 40% non può che passare dalle primarie. L’elettorato è talmente vasto che scegliere nelle segreterie taglierebbe fuori una parte gigantesca del popolo che ci ha premiato il 25 maggio”.

Qualora partecipasse e uscisse trionfatore, Gaspari dovrebbe abbandonare la poltrona di sindaco anzitempo. “E’ inopportuno che si lasci la carica prima della scadenza naturale. E’ una valutazione che vale per tutti. In merito alle dimissioni alla vigilia della campagna elettorale dovrà decidere la direzione. Non so se porta un vantaggio o no. Certamente può generare imbarazzo al Comune. Occorrerà un percorso univoco, non interpretazioni caso per caso”.

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