SAN BENEDETTO DEL ‘CALCIO’ – “Finché sono al Rieti, non voglio parlare di altro e tanto meno di altre società. Domani andiamo a Castelfidardo dove ci giochiamo la possibilità di accedere in serie D“, esordisce così Franco Fedeli già presidente dell’Ancona, della Ternana ed in passato socio nel Perugia ed anche nell’Arezzo. (Aggiornamento ore 17.50 del 15 giugno 2014: Rieti eliminato, ha perso due a uno anche a Castelfidardo. Ndd)

Chi è Franco Fedeli? Umbro-romano della grande distribuzione (suoi oltre cinquanta punti vendita tra Lazio ed Umbria dei supermercati Elite e Super Elite), è attualmente proprietario del 64% di quote della società reatina, l’altro 36% ce l’hanno Curci, Franceschini e Gentile. Ama il calcio del quale conosce tutti i risvolti con i suoi 70 anni che porta benissimo

Mi sono rimesso in gioco con il Rieti più per mio figlio che per me, se ne avrà voglia gli starò vicino con la mia esperienza Non ce lo ha detto ma è facile intuire che, se non gli andrà bene oggi nella città della fisarmonica, difficilmente resterà nella società laziale. Spontanea quindi la domanda sulla Samb e sul recente incontro con Gianni Moneti. “Sì, ci siamo visti ma è stato un incontro informale, niente di concreto“.

Anche perché avete le identiche posizioni, o la maggioranza o non si fa nulla? “Da parte mia è sicuramente così, io o prendo il 51% o niente. Ho avuto esperienze importanti in tal senso. Per esempio con Schiavoni in Ancona la convivenza non fu affatto facile

Per l’altro 49% o meno non ha preclusioni se glielo chiedono i tifosi tramite loro associazioni?

Non importa, basta che l’ultima parola possa dirla io

L’ingresso in società di tifosi, capirà, prevede conti e bilanci super trasparenti come non accade quasi mai, tra i dilettanti in modo particolare?

Non ho problemi di questo tipo, nessuno si mette nel calcio per rimetterci, sono pericolosi quei potenziali dirigenti che per acquistare società di calcio promettono mare e monti. Io sono abituato ad indicare in solido l’investimento (investire non significa dare soldi a fondo perduto) che intendo fare nel rispetto delle mie possibilità. Non prometto nulla se non stipendi assicurati ai calciatori. In campagna acquisti mi è capitato spesso che alcuni giocatori non sono venuti da me perché gli offrivo contratti inferiori rispetto ad altri. Sono andati in squadre dove non hanno preso un euro, io ho sempre pagato fino all’ultimo centesimo quello che ho promesso

Lei dice che nessuno si mette nel calcio per rimetterci ma anche che gli stipendi ai calciatori li ha sempre dati?

Naturalmente ma per il tempo necessario e non lunghissimo per creare una società sana che possa poi reggersi con le proprie gambe. Oggi invece molti si mettono nel calcio senza avere un euro in banca. Pensano di poter andare avanti con introiti raccolti nel posto. Così finisce sempre male, è come quando copri lo ‘sporco’ con la neve: appena si scioglie viene tutto alla luce. Se però a San Benedetto mi danno il pesce gratis per i miei supermercati, qualche sogno in più è possibile

Mi è sembrato che scherzasse… ma mica tanto. Di Moneti che può dire?

Non vorrei che avesse fatto il passo più lungo della gamba ma è solo una mia sensazione. Secondo me, dopo che è uscito dal Perugia si è messo in testa di dimostrare ai grifoni che avevano commesso un errore a lasciarlo andar via. Sembra che voglia dare una risposta agli ex soci. Conosco anche il vice presidente Rossi, veramente una brava persona. Arcipreti è invece, oltre che bravo, molto furbo ma non è detto che un presidente deve stargli per forza dietro. Ha fatto in Eccellenza una formazione come se fosse in B

Non poteva fare altrimenti perché una partenza falsa i tifosi rossoblu non l’avrebbero accettata, secondo me ha fatto bene. Comunque mi pare di capire che lei a San Benedetto ci verrebbe di corsa.

La piazza è bellissima ma c’è un ostacolo: come le ho già detto, voglio lasciare le redini a mio figlio che ha 38 anni e lui non vuole allontanarsi molto da Roma, siamo al Rieti anche per questo

La nostra città è a due ore dalla capitale, mica tanto distante. Poi sono convinto che, se suo figlio avesse la visione reale di cosa è la Samb per la nostra riviera, cambierebbe idea.

Gliel’ho detto anch’io. Ne riparleremo lunedì, adesso siamo concentratissimi sulla sfida di domani con i… fisarmonicisti. Anzi mi richiami lunedì così potremo essere più precisi

Durante la telefonata mi ha colpito il suo entusiasmo  “Sulla mia passione per il calcio, uscirà prossimamente un articolo sul Corriere della Sera” ma di più il suo pragmatismo “A certi livelli le società di calcio non si comprano, bisogna soltanto saperle gestire senza illudere con impegni economici superiori alle proprie forze

L’ho lasciato con queste parole: a San Benedetto c’è una fame incredibile di calcio e di persone credibili, trasparenti intenzionate ad investire denaro vero su un progetto anche a lungo termine. Verrebbe ripagato come neanche immagina.

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