Samb. Continua la situazione di stallo ad un mese dalla fine del campionato.  E Riviera Oggi non vuole che San Benedetto del Tronto faccia un’altra vergognosa figura davanti a tutta la nazione. Come non lo vogliono i tifosi, associati o no. Sarebbe la fine di tutto, stavolta. Nonostante che l’aria sembri quella, però, stavolta esiste la possibilità concreta che la società torni in mano ai sambenedettesi sotto l’aspetto contabile, in posizione di maggioranza ma anche di minoranza… se la maggioranza accetterà. Sennò faccia tutto da sola.

Adesso tutto mi appare chiaro: entrare in società è importante ma ‘come’ lo è di più. E quando dico ‘come’ mi riferisco, non alla percentuale di quote,  ma alla tenuta dei libri contabili: vanno tenuti e controllati da sambenedettesi credibili e messi a disposizione di un apposito comitato di controllo. Solo così il futuro tornerà ad essere roseo. Ho visto e sentito troppi numeri approssimativi che non ritengo più concepibili per una società che, a detta dell’attuale presidente Moneti e delle associazioni di tifosi, deve fare della trasparenza la propria forza. La gestione del settore giovanile può essere una naturale conseguenza non il punto focale della convivenza. O facciamo trasaprenza o… ri-moriamo.

Basta con le frasi buttate là a mò di domatori di ‘bestie’. Noi sambenedettesi non lo siamo o perlomeno non vogliamo esserlo più. Mi riferisco a chiacchiere tipo: “Vuoi prendere decisioni per la Samb? Devi metterci i soldi” e magari senza sapere quello che ci mettono altri. Qui i soldi, da moltissimo tempo, non li mette nessuno, si cercano soltanto ad altri. Abbastanza puerile, per esempio, l’ultima dichiarazione del sindaco  Gaspari: “Moneti non mi ha chiesto nulla… Bellini ad Ascoli sì“. Vogliono prenderci per idioti! È infatti certo (la voce è attendibilissima) che l’attuale presidente ha chiesto circa 80 mila euro di contributo e si è sentito rispondere (giustamente), più o meno così: impossibile perché altrimenti dovremmo dare soldi anche al Porto d’Ascoli Calcio che milita appena una categoria sotto.

Oppure: come è possibile accettare una conferenza stampa da parte di Gianni Moneti nella quale presenta un salvatore della patria del quale, dopo 20 giorni, non si sa più nulla. Un grande annuncio mediatico il 23 maggio poi il silenzio totale da parte del potenziale socio al 20%, tramite versamento di 350 mila euro! Per un quinto della società. Bastava fare due conti per capire che il budget sarebbe stato di circa un milione e 700 euro. Altro che Prima Divisione!

Un peccato originale che Moneti non doveva commettere per rispetto alla città di San Benedetto del Tronto. Nella quale gran parte degli sportivi stanno abbandonando la Samb per non fare la figura dei fessi. Sento dire che, in privato, il numero uno rossoblu avrebbe ammesso di aver sbagliato e che non conosceva bene il neo socio presentato da lui in pompa magna. All’uopo rimando Moneti al titolo del mio DisAppunto subito dopo quell’incontro (che ritenere farsa non è esagerato): “Evidentemente Gianni Moneti conosce bene il nuovo socio“, scrissi così perché ancora avevo grande stima di lui.

Sambenedettesi, datemi retta, non perdiamo più tempo, dopo tante chiacchiere che hanno fatto perdere tempo prezioso, Moneti deve uscire allo scoperto e presentare conti certificati, non più parole, ai sambenedettesi che vorrebbero riprendersi la Samb. Adesso o mai più. Stabilire poi il valore reale del titolo sportivo sarebbe facilissimo. Un mese inutile è passato dalla fine del campionato, un altro ne manca per formalizzare l’iscrizione. Facciamo in modo che non sia egualmente inutile.

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