SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Agostini non lascia, anzi raddoppia. “Non è più possibile accettare che se protestano le organizzazioni sindacali si dia la colpa ai sindacati, se protestano i primari si dia la colpa ai primari, se protestano gli infermieri si dia la colpa agli infermieri. E’ accettabile che se arriva un qualsiasi grido di dolore dal mondo della sanità non si possa osservare con realtà una situazione che nella provincia di Ascoli sta progressivamente e colpevolmente regredendo?”.

Il parlamentare del Pd se la prende con Antonio Canzian, che aveva definito “senza pudore” l’alzata di scudi nei confronti della posa della prima pietra del nuovo ospedale dell’area metropolitana a sud di Ancona.
“Non è mia intenzione protestare col governo regionale né tantomeno con Spacca, tuttavia trovo offensive le dichiarazioni del vicepresidente, che ancora una volta dimostra superficialità nell’affrontare questioni che per il nostro territorio sono delicate”.

Agostini fa parziale mea culpa, salvo poi ribadire le criticità presenti nei nosocomi del piceno: “Le mie parole senz’altro esagerate nei toni non si riferivano ai finanziamenti dell’Inrca. Sono orgoglioso di aver contribuito ad attrarli quando ero vicepresidente e penso che abbiamo bisogno in tutta la regione di un progetto speciale per gli anziani. La cosa che però è inspiegabile e forse non capisce nemmeno Canzian è che a quella struttura viene affiancato pure un nuovo ospedale di rete, con tanti finanziamenti aggiuntivi rispetto all’idea originaria. Se il vicepresidente mi permette, dico che prima di costruire il secondo ospedale anconetano, forse c’erano altre priorità come lo stesso piano sanitario, che lo stesso Canzian ha approvato, evidenzia. Se avessero creduto nell’ospedale unico nel 2002, forse oggi il sud delle Marche avrebbe avuto più di una semplice pietra”.

Infine, l’inevitabile ed ennesimo affondo: “Non voglio battibeccare con Canzian. Pare esistere solo per polemizzare con me”.

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