ANCONA – “Senza pudore”. Antonio Canzian definisce così Luciano Agostini dopo le esternazioni dell’onorevole offidano in merito alla posa della prima pietra del nuovo ospedale dell’area metropolitana a sud di Ancona, avvenuta lunedì mattina.

Non si può valutare in nessun altro modo l’intervento di Agostini che, forse per motivi puramente elettorali e di facile consenso campanilistico, critica un progetto che, da vicepresidente della giunta regionale, egli stesso ha a suo tempo avallato”.

Due esponenti di punta del Partito Democratico marchigiano che vanno allo scontro frontale, a riprova di come le elezioni regionali siano molto più vicine di quanto sembri. Il vice di Spacca, naturalmente favorevole al terzo mandato consecutivo del governatore, se la deve vedere col malumore crescente che arriva in special modo dal Piceno, dove il sindaco sambenedettese Giovanni Gaspari è uno dei pochi supporters del presidente in sella.

“Incredibili le argomentazioni di Agostini”, prosegue Canzian. “Il progetto di nuovo ospedale, in realtà, unisce tre differenti strutture già esistenti: l’Inrca-Istituto nazionale di ricerca e cura per anziani da recuperare ad una dignità perduta dopo molti anni di commissariamento, Italia longeva e l’ospedale di rete di Osimo e di tutta l’area sud. È bene ricordare che nel processo di riforma del sistema sanitario, ad Ancona l’ospedale di rete Umberto I è stato da tempo incluso nella struttura regionale di alta specializzazione di Torrette, così come avvenuto per il cardiologico Lancisi e come sta avvenendo per il pediatrico Salesi, anch’esso oggi in una propria sede. Quindi l’area di Ancona passa da cinque presidi a due. Altro che seconda nuova struttura per Ancona. Probabilmente ad Agostini non solo difetta il calcolo, ma anche la memoria. Se adesso grida allo scandalo, dov’era quando nel ruolo non certo secondario di vicepresidente della Regione ha condiviso questa strategia di razionalizzazione e ha contribuito proprio all’avvio dell’Inrca? Era seduto in giunta, privo dello spirito da finta crociata che sfodera oggi”.

Canzian si dice “stanco di coloro che, invece di costruire, seminano solo divisioni e spaccature in un territorio che avrebbe bisogno di coesione e unità. La comunità – continua – credo sia molto più avanti e condivide lo spirito di una riforma che vuole non soltanto qualificare gli ospedali, ma recuperare i servizi sociosanitari sul territorio. Lo dimostra, tra l’altro, la partecipazione attenta di tanti cittadini agli Stati generali della sanità picena dove, dati alla mano, è stato sfatato il falso mito di una Regione matrigna con Ascoli. E dove, se la memoria non difetta anche a me, non ricordo di aver visto l’onorevole Agostini a rappresentare il suo Piceno”.

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