Dal campo di calcio ai banchi di scuola. La quinta A del plesso Alfortville, Isc Sud San Benedetto, lunedì 19 maggio ha invitato in classe i mister della squadra biancoceleste, che quest’anno ha ottenuto la promozione in Eccellenza: l’allenatore Stefano Filippini, 38 anni, e il suo vice Matteo Renga, 26 anni.

Con che squadra hai giocato in passato?
“Con diverse squadre, nel civitanovese. Sono di Ascoli e all’età vostra giocavo col settore giovanile della mia città”

Che rapporto avevi con il tuo allenatore?

“Quasi con tutti un buon rapporto, sono stato fortunato in questo senso”.

Che rapporto avevi con i tuoi compagni di squadra?
“Quasi tutti buoni, ma avendone incontrati tanti in questi anni non proprio ottimi con tutti”.

Cosa ti ha spinto a diventare allenatore?

“Non saprei dirlo con precisione. Sicuramente la passione per il calcio ha inciso molto. Fin da ragazzo pensavo come un allenatore e sognavo di diventarlo”.

Da quanti anni fai l’allenatore?
“Quattro anni. Alleno il Porto d’Ascoli da due anni”.

Che rapporti hai con i ragazzi della tua squadra?
“Ottimi. Ho un gruppo fantastico, ho un eccellente rapporto con tutti”.

Come gestisci i conflitti che possono nascere tra i giocatori della tua squadra?
“Cerco di fermarli fin dall’inizio. Cerco di non farli degenerare. I ragazzi hanno caratteri diversi, spesso è difficile far andare tutti d’accordo ma il fare squadra è fondamentale per giocare bene e vincere”.

In che modo scegli la formazione della squadra?
“Durante la settimana, mentre si allenano, li osservo, poi faccio giocare chi è più in forma o chi è più adatto a scontrarsi con i giocatori avversari”.

Come ti senti quando la tua squadra gioca una partita importante?
“Molto agitato, anche nelle partite meno importanti. Forse perché sono ancora poco esperto, vivo ogni partita con molta ansia”.

Cosa dici ai tuoi ragazzi all’inizio della partita?
“Dò indicazioni per affrontare bene la gara, non solo consigli tecnici ma anche suggerimenti che trasmettano serenità. Al di là delle tensioni, ricordiamoci che il calcio è un gioco… Esigo rispetto per l’avversario e per i compagni, rispetto e lealtà sono i valori che cerco di trasmettere ai miei giocatori”.

Come ti comporti con loro quando perdono? Cosa gli dici?
“Quest’anno non abbiamo perso mai, nel campionato. Se perdono già sono mortificati,quindi non li ‘bastono'”

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Rimanere qui a Porto d’Ascoli”.

“Continuerai ad allenare?”

Sì. Lo spero proprio.

Che squadra tifi?
“Sono ascolano, quindi l’Ascoli. Delle squadre di serie A tifo la Roma”.

Il secondo allenatore che fa?
“Spesso fa da moderatore, abbiamo due caratteri diversi e ci completiamo a vicenda. Lui è molto calmo, io sono più vulcanico e impulsivo”.

Quale è il tuo sport preferito, dopo il calcio?

“Mi piace molto il tennis, ma consiglio sempre ai ragazzi il nuoto, che aumenta le capacità respiratorie e allena tutto il corpo”.

Il tuo giocatore preferito?
“Pogba”.

Quali sono le qualità di un bravo calciatore?

“Deve avere una buona tecnica, destreggiarsi bene con la palla. Il lato fisico-atletico non conta molto, ci vuole passione ed è necessario che i genitori non stressino i ragazzi. Fin da bambini bisogna giocare divertendosi, vale in tutti gli sport, soprattutto nel calcio. A volte da ragazzini si rimane molto male di fronte alle sconfitte, ma ricordatevi che quando si perde si cresce, come persone e come calciatori”.

Ti capita mai di arrabbiarti con i giornalisti per quello che scrivono?

“Dò agli articoli la giusta importanza, quando perdo evito di leggere i giornali. Quando giochiamo fuori casa e il giornalista è del luogo è normale che spinge più per la squadra avversaria. Ci facciamo quattro risate leggendo certi articoli…

I ruoli dei calciatori chi li stabilisce?
“Da bambini dovrebbero imparare a fare tutti i ruoli. Giocare come portiere deve essere una passione”.

Una domanda per il Vice Allenatore, Matteo Renga, che allena i Giovanissimi del Porto d’Ascoli.
Ci racconti un aneddoto divertente che riguarda i ragazzi più giovani?
“Un ragazzino del 2006 un giorno non poteva venire a fare allenamento e, quando gli ho chiesto il motivo, mi ha detto che doveva scrivere la letterina a Babbo Natale.
Molti a volte non vengono perchè devono fare i compiti… Per noi allenatori non è il massimo, ma alla vostra età la scuola è più importante. Quindi studiate e divertitevi, giocando, questi sono gli ingredienti utili per diventare campioni”.

Il servizio è stato realizzato durante il corso di giornalismo “Piccoli Reporter”, progetto sponsorizzato da Piceno Gas Vendita.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 712 volte, 1 oggi)