Giovedì 15 maggio la classe quinta del plesso Ragnola ha intervistato in classe la poetessa sambenedettese Maria Rita Massetti. Incuriositi e affascinati dai testi poetici, i ragazzi hanno accolto con entusiasmo la signora Massetti, che ha portato in dono delle conchiglie da cui trarre ispirazione per scrivere versi e suscitare emozioni.

Quanti anni avevi quando hai scritto la tua prima poesia?
“Ero alle elementari. Non sapevo che stavo scrivendo una poesia, non me ne rendevo conto. Da allora non ho mai smesso di scrivere. Ero in classe e ricordo che la maestra mi aveva sgridata, mi sentivo sola e dispiaciuta, così ho sfogato il mio dolore nella poesia. Il tema su cui ho scritto era quindi il dolore, poi le seguenti poesie erano sulla mia mamma”.

I tuoi genitori erano contenti che scrivessi poesie?

“I miei genitori erano presi dalla vita di tutti giorni, correvano sempre e raramente trovavano il tempo per leggere le mie poesie”.

Come ti è venuta la voglia di scrivere?

“E’un mistero, non c’è una spiegazione. La voglia di scrivere poesie viene senza un motivo preciso, me l’ha fatta venire la natura, le cose belle che ci circondano ma anche quelle meno belle, che a volte ci fanno soffrire”.

Dove scrivi poesie?

“Ovunque, giro sempre con fogli e penna e prendo appunti. Con la poesia fermo il tempo, se scrivo qualcosa che ricorda un momento bello ho fermato quell’attimo meraviglioso. Vi auguro di scrivere poesie per tutta la vita, non solo ora che siete bambini”.

Utilizzi rime nelle tue poesie?

“Uso rime libere, la fantasia deve avere libero sfogo. L’immaginazione non si può frenare cercando di fare le rime. Dovete essere liberi e scrivere le cose così come vi vengono in mente, di getto. Scrivere in rima richiede uno studio che non è l’essenza della poesia, che deve essere istinto. Dovete giocare con le parole, poi, se volete, potrete studiare le tecniche utilizzate nel fare poesia. Ma, ricordatelo, la cosa più importante è la fantasia”.

Scrivi poesie per bambini o per adulti?
“Non esistono poesie per bimbi o poesie per adulti. Io scrivo poesie perchè mi sento un po’ bambina”.

Quale è la prima gara che hai vinto?
“L’ho vinta dieci anni fa a San Benedetto nel Circolo dei Sambenedettesi. Le gare sono dei confronti che permettono al poeta di vedere cosa pensano gli altri, le emozioni che destano le sue poesie. I veri poeti sono umili, a loro poco importa vincere queste gare”.

Stai pubblicando un libro in questo periodo?

“Un critico letterario ha letto le mie poesie, le ha apprezzate e le pubblicherà in una antologia in cui si raccolgono i versi dei vari poeti. Sto raccogliendo tutte le mie poesie, nel libro si mettono a confronto le poesie di oggi con quelle di tanto tempo fa”.

Da chi hai ereditato la passione per la scrittura?
“Dal mio papà, che non scriveva poesie ma aveva una certa propensione alla scrittura.

Tua figlia ha ereditato la tua passione?

“Mia figlia ama, come me, la poesia ma non compone versi. Si interessa ai miei progetti, aiutandomi con il computer e in generale supportandomi nell’utilizzo dei nuovi mezzi tecnologici”.

Quanto tempo impieghi per scrivere una poesia?
“Pochissimo, molte poesie nemmeno le correggo. Il comune di San Benedetto ha richiesto delle poesie per festeggiare il lungomare. Per scriverle sono andata al mare, lo ho toccato, respirato, annusato e così sono nate 7 poesie sul mare. La mia mente ha rielaborato il mare vivendolo.”.

Si guadagna facendo questo mestiere?
“Fare il poeta non è un mestiere, è un racconto del tuo cuore. E’ difficile guadagnarci perchè gli adulti non sono abituati alla poesia, quindi comprano pochi libri. Il poeta non ha molti soldi, ma poco gli importa, facendo poesia vive in un mondo magico.
Vi dò un consiglio: quando andate a casa ricordate ai vostri genitori la loro parte bambina. Provate a scrivere una poesia con loro. Ieri sono stata 20 minuti a guardare il cielo, non è tempo perso. Invitate i vostri genitori a prendersi del tempo per queste cose”.

La poetessa ha letto delle poesie e le ha regalate ai ragazzi. Ha inoltre portato in classe un fumetto nel quale si invita a leggere.
“Questa esperienza – commentano i ragazzi della quinta A – ci ha ricordato quanto sia importante trascorrere del tempo con i nostri genitori, cercando di fargli riscoprire la loro parte bambina. Ci ha inoltre insegnato che possiamo esprimere e raccontare i nostri sentimenti attraverso la poesia”.

In seguito all’incontro la poetessa ha scritto una bellissima poesia, per la quale la classe quinta A e l’Isc Centro la ringraziano di cuore.
Eccola:

Che bel regalo
l’odore d’innocenza,
che protagonista,in quell’aula
straripante, di voci squillanti
arriva dentro l’anima,
s’infila tra l’orlo del pensiero
si perde, tra brillanti occhi
si spande,su un tappeto di parole.

Ricordo ogni viso:
-quel mattino m’avvolse,
di sorrisi,memoria
che non s’arrena,sinfonia
di dolci note,
per i giorni che verranno-

Mille e più battaglie
vincerete,sicuro,
mentre la vita correrà veloce
come farfalla felice.

Progetti,speranze
domande in fila,
mani protese
vestite di prati arati,
tracce d’una strada
senza colore,senza inganni.

Mai, furono più vive le parole,
nel vostro mondo
senza affanni.

Le carezze
senza guanti,
lasciami sognare,vita,
vita, che inganni,
fra tante luci spente,
ho trovato lucciole accese.

Oltre la siepe,
bianche corolle
respiro di sole,
canto, di giovani rane
ad un passo, dallo stagno.

(Maria Rita Massetti)

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