SPINETOLI – Arrivati a Spinetoli Roberto Pagnoni, ci accoglie  nel suo studio e subito ci mette sotto agli occhi i volantini che sviscerano il programma politico della sua lista, la lista “Pagnoni per dare una svolta” appunto. Sessantenne libero professionista, il candidato sindaco per Spinetoli di primo achitto appare come una persona sicura di sé, senza scadere in alcuna forma di presunzione però tanto da ribadire come “la scelta di mettere il mio nome come identificativo della lista a mio sostegno non deve portare a considerazioni di protagonismo, le quali sarebbero sbagliate, ho infatti messo il mio nome perché è sinonimo di impegno per Spinetoli, un impegno che dura da decenni in varie associazioni cittadine, specialmente per il volley a Pagliare”.

Ci parli del suo percorso politico.

“Non si tratta della prima avventura in questo campo visto che sono stato candidato sindaco già nel 2004 quando, complessivamente e in termini di voti di lista, ho raggiunto un risultato migliore del mio avversario, non riuscendo tuttavia a vincere. Per quanto riguarda la mia formazione politica, sono stato simpatizzante di un partito di centrodestra, ma da dieci anni non appartengo più ad alcuna organizzazione partitica e ai miei candidati consiglieri non ho chiesto il colore o la provenienza politica. Ci tengo a precisare tuttavia che sono sceso in politica per il mio paese e per il bisogno di spezzare un’egemonia governativa di centrosinistra che dura da 50 anni a Spinetoli”.

Quali sono i suoi modelli politici?

“In questo momento sto ammirando il premier Renzi e il suo operato, il coraggio non gli manca, coraggio di cui la nazione ha bisogno adesso più che mai e lui sta cercando di riportare l’Italia sulla retta via a mio avviso”.

Qual è il suo giudizio sul decennio di amministrazione Canala?

“A fine anni ’90 e inizio duemila, il sindaco di allora, che ha preceduto Canala,  riuscì con merito e programmazione a far crescere Spinetoli e a farne uno dei comuni capofila della vallata del Tronto, qualificando il nostro territorio con iniziative come il concorso di scultura o la creazione dell’Oasi “La Valle” o della ludoteca comunale, quella era la strada giusta a mio avviso. In seguito con Canala chi doveva controllare i conti non lo ha fatto e la situazione è precipitata anche a seguito di scelte discutibili come quella di sostenere un costo enorme per portare a Spinetoli l’università e sproporzionato rispetto ai benefici che apporta. Al momento abbiamo 7 milioni di euro di mutui accesi che credo neanche i nostri nipoti riusciranno a pagare, siamo sotto il controllo della Corte dei Conti di Ancona e credo questo dica tutto. In caso di elezione la prima cosa che voglio fare è mettere un pool di professionisti a controllare i conti del comune perché certi numeri non quadrano, con il monte debiti che abbiamo mi sembrano assurdi utili di 197 mila euro, che è la somma che emerge dall’ultimo rendiconto di bilancio”.

Ha in mente qualcosa per valorizzare il centro storico di Spinetoli?

“Spinetoli come borgo ha bisogno di essere rivitalizzato, con eventi che attraggano gente e turisti per esempio, ma ha anche bisogno di interventi “estetici” per così dire, sulle mura cittadine e sulla torre campanaria in particolare, il tutto finalizzato a far rientrare Spinetoli nel circuito turistico che già comprende comuni come Acquaviva, Offida e Ripatransone, dobbiamo riprenderci insomma un ruolo importante nel Piceno”.

Ci parli della questione lavoro nel suo comune.

“La questione lavoro è sicuramente negativa a Spinetoli, lo sviluppo della zona artigianale è fermo dagli anni 60′, i disoccupati sono tanti soprattutto tra i giovani e in questo senso qualcosa ho in mente come, per esempio, la creazione di un luogo fisico o magari virtuale, visto lo sviluppo sempre più radicale del web come mezzo di comunicazione, in cui mettere in contatto i giovani del luogo con le loro idee e gli imprenditori che vogliano venire qui, magari incentivando gli stessi con agevolazioni sugli affitti o sull’Ici, anche se per quanto riguarda quest’ultimo punto molto dipenderebbe dai conti che andremmo ad ereditare”.

La questione delle antenne pare essere molto sentita a Spinetoli, qual’è la sua posizione a riguardo?

“Mi piace dire che ogni sindaco ha piazzato una sua antenna come lascito al paese, ce ne sono 4 al momento, una vicino alle scuole medie, una vicino alla superstrada a ridosso di un asilo nido, una a Spinetoli vicino al centro storico e poi c’è l’ultima che recentemente è stata istallata nei pressi della scuola elementare di nuova costruzione. Proprio la vicinanza di questi ripetitori alle scuole ha portato la cittadinanza a preoccuparsi per la salute dei più piccoli e sono sorte negli anni diverse associazioni contro il piazzamento selvaggio di queste strutture, io personalmente in questo senso credo che le antenne siano una necessità, ma un’altra necessità è quella di ottenere degli studi accurati prima di piazzare questi dispositivi. Per fare un esempio, i tecnici non erano a conoscenza del’imminente apertura di una scuola elementare nell’area in cui stavano issando il traliccio. Voglio lanciare una proposta, quella di trovare, anche insieme agli altri 3 candidati, un luogo più sicuro dove spostare queste antenne, lontano dai posti frequentati dai bambini”.

In conclusione, quali sono i suoi obiettivi elettorali?

“I miei obiettivi elettorali purtroppo si scontrano con la paura di cambiare che spesso negli anni ha caratterizzato i cittadini di Spinetoli, il cittadino ha però questa volta anche il grande potere di cambiare un gruppo di amministratori che non ha svolto bene il proprio lavoro e se si fermeranno un attimo a pensare cambieranno e sceglieranno me perché io, per attitudine personale, come risultato non mi aspetto nulla di diverso dalla vittoria”.

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