Lunedì 19 maggio la classe quarta D della scuola Alfortville ha intervistato Andrea Traini, Presidente del Comitato di Quartiere Agraria. Traini è stato accolto in classe, dove ha risposto a tutte le domande degli alunni, attenti nel segnalare i problemi del loro quartiere.

Fare il Presidente del Quartiere è il suo lavoro?
“No, lo faccio come opera di volontariato. Sono un avvocato, ma mi interesso alle problematiche della mia città e in particolare del mio quartiere. Sono Presidente dal novembre 2011. A San Benedetto ci sono 16 quartieri, nei quali il comitato fa da portavoce tra i residenti e il comune”.

Quali sono i problemi dei quartiere?
“Sono tanti, noi siamo un quartiere di periferia quindi siamo meno al centro dell’attenzione, perciò dobbiamo reclamare affinché siano rispettati i nostri diritti.
Le problematiche principali riguardano il manto stradale: si verificano allagamenti anche quando non piove in modo troppo intenso.
Inoltre abbiamo difficoltà a gestire la raccolta differenziata, le persone non sempre la fanno correttamente. Capita che non siano divisi bene i rifiuti o che siano messi in strada nei giorni sbagliati.
Il traffico crea diversi disagi, in quanto il quartiere è delimitato dalla Salaria e dall’autostrada, questo provoca alti livelli di smog. Tra l’altro sulla Salaria è molto pericoloso attraversare, soprattutto per i bambini.
La piattaforma ecologica accoglie tantissimi rifiuti, si trova subito dopo Eurocot. Il problema è smaltire tutti i rifiuti ammucchiati nel tempo, questi provocano sporcizia e potrebbero essere pericolosi per la salute.
Poi abbiamo pochi centri di aggregazione, fondamentali sia per bambini che per gli anziani”.

Come pensa di risolvere questi problemi?
“Non possiamo risolvere noi in prima persona i problemi, però possiamo dare consigli e insistere affinché le problematiche vengano risolte dal Comune.
Per esempio in Via Ugo La Malfa sono frequenti gli allagamenti, ma non si riesce ad intervenire perché in Comune risulta area pedonale ma così non è. Abbiamo fatto incontri per risolvere la questione. Ci rapportiamo con i tecnici, a cui diamo suggerimenti”.

Il problema delle zanzare. Come risolverlo?
“Basterebbe fare disinfestazioni più frequenti, nei tempi giusti e nel modo giusto. Per pagare di meno si fanno poche disinfestazioni e ‘annacquate’. O le zanzare si sono fortificate, oppure per spendere meno non sono fatte nel modo giusto. Andrebbero investiti dei soldi in questo”.

Forse dipende dal fosso collettore?

“Sì, il fosso viene pulito solo durante la feste del primo maggio. A volte lo puliscono meglio, a volte peggio. In fondo a questo si depositano sostanze che richiamano l’attenzione delle zanzare”.


Quale potrebbe essere una soluzione agli allagamenti che si verificano nei pressi della scuola?

“Le vie più colpite sono via Val Tiberina e Via Alfortville, il comune ha stanziato soldi per fare interventi mirati su quattro zone di San Benedetto, tra cui via Val Tiberina.
Si verificano gli allagamenti perché le condotte non sono adeguate. Le condotte sono tubature su cui passano le acque, sia quelle piovane che quelle delle fogne. Alcune condotte sono gestite dal comune, altre dal consorzio idrico, quindi non si capisce di chi è la colpa.
Non sono mai state fatte mappature di queste condotte, ci si affidava alla memoria degli operai più anziani.
Ora che si sta lavorando sotto terra al sottopasso si spera che intervengano anche in questo senso”.

Quando finiranno i lavori per la realizzazione del sottopassaggio?
“Dopo tanti anni finalmente il progetto del sottopasso è stato realizzato, ci si sta lavorando. Dicono che il lavoro sarà completato a gennaio 2015, ma temo che i lavori si allungheranno. Su questo progetto ci sono state perplessità perché costa milioni di euro.
Personalmente non mi sono giunte lamentele dai cittadini, la gente è contenta di questa opera. Le lamentele ci saranno ma siccome sono iniziati da poco i lavori, per ora non ci sono.

La discarica via Val Tiberina. E’ davvero pericolosa?
“La situazione è complessa, la discarica era gestita da una società che poi è fallita, quindi si è disinteressata al problema. Il comune ha scavato nel terreno per vedere se il terreno fosse inquinato, sembra che non ci siano materiali radioattivi o comunque pericolosi. Resta il problema di togliere questi rifiuti, che comunque possono creare problemi.
Ora, per togliere i rifiuti sono necessari molti soldi per pulire e bonificare l’area, soldi che gli enti pubblici non hanno”.


Come finirà la questione dello stoccaggio del gas all’Agraria?

“In questa zona c’è una caverna naturale perfetta per conservare il gas, così hanno pensato di realizzarci questa centrale. Il ministero ha messo a disposizione questa area e una società, la Gas Plus, ha vinto il bando. Però non è stata avvisata la cittadinanza e i cittadini, quando si sono accorti di cosa stava accadendo, hanno iniziato le proteste. Abbiamo fatto manifestazioni e fiaccolate. Solo grazie all’intervento della gente i lavori sono stati bloccati, ma non è detto che non vengano realizzati.
Mettere il gas sottoterra può creare situazioni pericolose, per esempio, dato che ogni sei mesi il gas viene messo sottoterra, il terreno si muove spesso e, secondo alcuni, pare che questo possa provocare terremoti”.


Pensa che ci siano legami tra i numerosi casi di leucemia presenti in questa zona e l’inquinamento?

“Il nostro quartiere è molto inquinato, pensate che negli ultimi venti anni il numero della popolazione è rimasto invariato, il numero di automobili invece si è quadruplicato.
Poi sono convinto che parlare troppo al cellulare possa nuocere alla salute, c’è anche il problema dell’alimentazione, gli alimenti sono creati a livello chimico .
Tutti questi fattori insieme potrebbero portare malattie, se c’è il nesso non so, spero vivamente non sia così ma il dubbio me lo pongo”.

Cosa possiamo fare per migliorare il nostro quartiere?
“Ovviamente su certe cose non possiamo intervenire né noi adulti né voi bambini, possiamo però cercare di avere comportamenti più corretti. Per esempio potrebbero essere usati mezzi ecologici, potremmo uscire più spesso a piedi o in bicicletta.
Stiamo cercando come comitato di quartiere di portare avanti il progetto delle piste ciclabili. A Pagliare c’è una pista che percorre tutto il Tronto, bisognerebbe trovare il modo per congiungere la pista di Pagliare con quella di Porto d’Ascoli”.


Il servizio è stato realizzato durante il corso di giornalismo “Piccoli Reporter”, progetto sponsorizzato da Piceno Gas Vendita.

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