SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una nuova ordinanza per arginare il fenomeno della movida selvaggia. Giovanni Gaspari la firmerà nei prossimi giorni e sarà “più mirata” rispetto a quella passata, rivolgendosi non solo al centro cittadino, ma pure ad alcune situazioni delicate in atto a Porto d’Ascoli.

Via Mentana, Via XX Settembre, Via Palestro, Via Custoza. C’è poi il “Florentia” che si sta ripopolando, oltre a due locali sulla Statale 16, meritevoli di altrettanta attenzione. “Se la questione riguardasse solo San Benedetto saremmo sereni perché sarebbe circoscritta e facilmente aggredibile”, ha commentato il primo cittadino nel corso del terzo appuntamento dell’iniziativa Il Pd incontra la città. “C’è un sintomo di disagio grande che si estende in tutta Italia. Il nostro non è un caso isolato. Qualora la soluzione fosse semplice, l’avremmo già adottata. Evidentemente non lo è”.

Lunedì, presso la sede dell’Associazione Pescatori i presenti erano appena una quindicina, anche a causa della serata piovosa. Un limite divenuto però l’occasione per favorire un confronto schietto tra alcuni residenti del quartiere Marina Centro ed il primo cittadino. Urla, schiamazzi, danni alle auto parcheggiate e ripetute azioni vandaliche hanno causato, tra le altre cose, una grave svalutazione degli immobili della zona.

“Il problema non si argina facilmente”, ha spiegato Gaspari. “Va trovato un equilibrio tra chi chiede provvedimenti e chi ci accusa di voler trasformare San Benedetto in mortorio. Di sicuro non abbiamo il potere di imporre ai ragazzi di andare a casa. Possiamo mettere in pratica mille azioni, però se le famiglie non reagiscono non possiamo farci nulla. Non è possibile che i genitori non si accorgano di niente e tollerino tutto. Non escludo che i genitori siano nelle discoteche accanto a quelle frequentate dai figli”.

I rapporti con i pubblici esercizi? Il sindaco non affonda il colpo. Anzi, elogia i titolari collaborativi “che hanno migliorato i loro atteggiamenti”. A loro si affianca tuttavia chi va contro le regole e dà da bere ai minorenni sotto ai 16 anni. “L’episodio risale all’anno scorso, la Procura deve esprimersi. Bisogna attendere i tempi della giustizia, comunque la pena arriverà e sarà pesante”.

Alle sanzioni economiche si sommerà una riduzione sul fronte degli orari di apertura. “Le angosce dei cittadini le vivo io. Nessun’altra città delle Marche ha elevato tante multe quanto noi. Tra due anni passerò la mano. Qualche anno fa, con un altro sindaco in carica, alcune persone si affrontarono con delle mazze. Certe situazioni accadevano prima e accadranno in futuro”.

“LOCALI AL PORTO? NON POSSO OBBLIGARLI” La delocalizzazione in zona portuale, storicamente usata come ancora di salvezza, ora viene valutata con diffidenza. Per l’amministrazione l’iter è concluso, in quanto il Piano del Porto è vigente, “ma non possiamo obbligare gli imprenditori a investire lì”. L’invito potrebbe essere raccolto con degli incentivi, magari con degli sgravi sulla tassazione dei rifiuti. “Ai furbetti non facciamo sconti ulteriori”, ha sbottato Gaspari. “Ci si sposta da un posto all’altro per un principio elementare: quello dei costi. Il problema sta nel cicchetto ad un solo euro”. Motivo valido per anticipare una campagna di sensibilizzazione che si svilupperà in estate all’ex camping: “Installeremo dei fegati e dei pancreas gonfiabili per far conoscere gli effetti devastanti che genera l’alcol”.

DA GIUGNO PIU’ AGENTI Non convince nemmeno l’eventualità di bagni chimici (“uno è in Via Gramsci e potete verificare personalmente in quali condizioni versa), mentre è ufficiale a partire da inizio giugno la chiamata di 10-12 agenti della Polizia Municipale in più.

“VIA RISORGIMENTO MI PREOCCUPA” Un cenno, a margine, sull’occupazione del suolo pubblico in Via Risorgimento. Il sindaco se l’è presa con gli Uffici Comunali, colpevoli di aver autorizzato un’attività ad invadere uno spicchio di strada. “Un grave errore, è sbagliato. Spero si possa rivedere la faccenda. Ammetto di avere paura, mi pesa sulla coscienza”.

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