SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Su Villa Petrocchi interviene la Prefettura, con una lettera indirizzata al Comune di San Benedetto. Nella missiva, ricevuta lo scorso 15 maggio, si chiede all’ente di comunicare i provvedimenti adottati a tutela della pubblica e privata incolumità, all’indomani del sopralluogo dei Vigili del Fuoco, effettuato l’8 maggio.

Nei giorni scorsi, i tecnici vicini alla proprietà avevano sollecitato un’indagine sul campo per valutare le condizioni di sicurezza del rudere, rimasto in piedi per metà, dopo che il 23 aprile i Carabinieri del nucleo di Ancona avevano bloccato il cantiere, che avrebbe trasformato l’edificio in una nuova struttura chiamata ad ospitare appartamenti.

Il decreto di vincolo, firmato dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche il 7 aprile, non sarebbe mai giunto nelle mani dei padroni del villino. Quest’ultimi affermano di aver inaugurato la ristrutturazione al primo giorno utile, una volta scaduti i 120 giorni (che si aggiungevano ad ulteriori quattro mesi) pretesi da Ancona per la valutazione del manufatto.

Il sovrintendente Stefano Gizzi ricostruì le fasi della vicenda in occasione di un’intervista pubblicata proprio su Riviera Oggi: “La notifica è stata effettuata presso il Comune, come da prassi, e se ne ha conferma dalla cartolina di ritorno della raccomandata, firmata dal Funzionario Comunale Pompei, nella seconda decade di aprile. Sarebbe interessante accertare  come mai il decreto di vincolo sia sparito o sottratto in Comune, e dal Comune notificato ai proprietari con molto ritardo, nonostante la ricevuta di ritorno della raccomandata ritornata in Soprintendenza firmata e timbrata”.

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