SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sacconi? Io non ho proposto niente. Se avessi avuto in mente un intervento di razionalizzazione, lo avrei scritto nel bilancio pluriennale”. Il dietrofront del sindaco è totale, innescato probabilmente dall’insurrezione popolare generata dall’iniziale volontà di Giovanni Gaspari di liberare il plesso di Via Leopardi con il conseguente spostamento dei ragazzi nella struttura di Via Gino Moretti. “Non ha più senso continuare a tenerlo in piedi – aveva detto il primo cittadino nel corso dell’iniziativa Il Pd incontra la città – la crisi può diventare l’occasione per ripensare a situazioni ritenute fino ad oggi ovvie”.

La preside dell’Isc Nord, Giuseppina Carosi, non aveva ovviamente gradito, smentendo categoricamente un calo degli iscritti: “Siamo stabili da dieci anni, ospitiamo circa 350 studenti. Prima di rendere pubblici scenari non verificati che provocano inutili allarmismi e danni d’immagine sarebbe auspicabile una preventiva condivisione di intenti e una puntuale valutazione di fattibilità nel rispetto degli specifici ruoli e funzioni di ciascuno”.

A ruota era seguita un’interrogazione a risposta scritta ad opera di Forza Italia, suggellata da una richiesta di chiarimenti all’assessore all’Istruzione Margherita Sorge durante il Consiglio Comunale di venerdì. Al suo posto ha replicato per l’appunto il sindaco: “Si sta discutendo del nulla. Su un’ipotesi accademica si è scatenato il finimondo, anche se a dire il vero questo finimondo non c’è. Parlo con molta più gente di quello che si pensi. Avrei influenzato negativamente le iscrizioni alla Sacconi? Tutti sanno che per il 2014-2015 sono già completate. Casomai avrei potuto influenzare quelle per il 2016”.

Capitolo chiuso. Pare.

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