SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolto oggi, venerdì 16 maggio, presso lo stadio Riviera delle palme un incontro tra il presidente Gianni Moneti e i responsabili dell’associazione di tifosi NoiSamb. Si è parlato di tante cose ma principalmente di futuro.

Il presidente rossoblu ha assicurato che un socio  c’è e che il suo apporto economico sarà importante in cambio del 20% di quote societarie. Insomma un socio di minoranza. Per questo motivo conoscere il nome non è fondamentale perché come sambenedettesi, giornalisti o non, dobbiamo riporre la nostra fiducia in chi può teoricamente disporre della società a suo piacimento, cioè dell’azionista di maggioranza. Moneti pare che se la sia conquistata e quindi, fino a prova contraria, finché comanda lui un dialogo aperto e trasparente tra sportivi e società è possibile.

Stesse trattando con qualcuno per cedergli il 51% e più, il mio sdegno o meglio quello del mio giornale sarebbe stato altissimo: abbiamo più volte detto che, prima di cedere la società, Moneti deve comunicarne il nome con qualche giorno di anticipo. Sia perché la Samb non va ceduta al buio ma anche per aiutare chi cede (Moneti) a non prendersi da solo un’enorme responsabilità.

Per farla breve a noi non bastano le parole del presidente uscente “Se decido di cederla, la Samb va in mani sicure“, assicurazioni che abbiamo sentito più volte. Dalla storica società (Travaglini & c.) con Venturato nel 1990: fu fallimento; dai Mastellarini (con Soldini): idem; da Gaucci (con Agnello) ma con passo indietro immediato; da Pignotti (con mister x avellinesi) seppur mancato. Insomma non dobbiamo più fidarci di nessuno e la stampa, quindi la città tutta, deve essere messa preventivamente al corrente di chi prenderà in mano la Samb.

L’unico che tenne conto di questa mia considerazione fu Ugo Caucci (con Gaucci): ne parlò prima alla città, la quale gli diede un convinto lasciapassare. Se un presidente della Samb non fa così, gatta ci cova. Una precisazione forse troppo lunga ma credo che sia un aspetto troppo importante per non esporlo con la dovuta chiarezza. Per il socio di minoranza (il famoso mister x) si può anche aspettare la conclusione della trattativa. Per i motivi sopra esposti.

Alle associazioni di tifosi Moneti ha proposto l’acquisto del 10% di quote societarie. Tutto questo nel momento in cui diventerà esecutiva la trasformazione in Srl. In pratica, secondo me, Moneti mira a farsi aiutare cedendo fino al 49% della società rossoblu. Maggioranza indispensabile per poter mantenere il pallino sulle questioni tecniche. L’entità di ogni quota dovrà essere valutata quando si potrà stabilire con certezza il capitale sociale.

Se fosse di 200 mila euro, NoiSamb per esempio, dovrebbe raccogliere 20 mila euro per tenere un suo rappresentante all’interno del Cda. Moneti 140 mila, mistex x (fosse Roberto Mancini? Scherzo) 40 mila euro. Dopodiche le tre componenti (o di più se le quote vengono spezzettate in più persone) dovranno riunirsi intorno ad un tavolo per stilare un bilancio preventivo che tenga conto dei 200 mila raccolti più 80 mila euro, una tantum, da destinare all’azzeramento del bilancio 2013-2014, in modo di avere una Srl senza debiti pregressi. Somma che dovrebbe essere raccolta dai soci di minoranza, cioè da mister x, dai tifosi e da eventuali acquirenti dell’altro 19% ancora a disposizione (diciamo di un mister x 2). A me sembra una soluzione equa.

Tirando le somme la ripartizione ideale sarebbe la seguente: Moneti versa 101 mila euro per il 51%, il rappresentante/i degli sportivi rossoblu 50 mila euro (20 per le quote e 30 per sanare il 2013-14), mister x n.1 65 mila euro (40 per le quote e 25 per sanare il 2013-14), mister x n.2 63 mila euro (38 per le quote, 25 per sanare il 2013-14). Si partirebbe quindi per l’avventura di serie D con 200 mila euro interamente versati davanti ad un notaio.

Somma che andrebbe rimpinguata con una campagna abbonamenti che passi alla storia (3000), con una mirata campagna di marketing fatta in modo professionale senza che nessuno regali o faccia la carità a nessuno, con un intelligente programma che punti a ricavare più risorse possibile da quelle messe a disposizione dalla Lega Nazionale Dilettanti e altri ‘stratagemmi’ legali atti a far entrare denaro pro società rossoblu, al di là di quanto raccolto dalle associazioni dei tifosi che va utilizzato esclusivamente per l’ottenimento e il mantenimento del 10% di quote capitale.

A questo punto i possessori di quote (per le associazioni di tifosi l’ideale sarebbe due rappresentanti con il 5% di quote cadauno), con un budget di circa 700 mila euro, dovrebbero fare i conti della serva (tra entrate e uscite) per trasmettere trasparentemente alla città, con l’ausilio del personale tecnico, gli obiettivi da raggiungere.

Se queste condizioni verranno accettate ci si potrà mettere al lavoro ma ripartendo da zero anche nelle scelte da fare. Il presidente Moneti, grazie al suo 51%, potrebbe dire l’ultima parola ma… non la prima. Mi spiego: ogni decisione va prima discussa con i possessori dell’altro 49% di quote… non dopo. Per esempio ho sentito il nome di un potenziale Direttore Generale, tale Massimo D’Aprile da Teramo. Nulla in contrario, anche perché io non lo conosco, ma simili cariche come tutte le altre vanno prima proposte al Cda e l’ideale sarebbe che il Dg fosse uno del Cda (seppur stipendiato naturalmente) o una figura che già ha un’altra funzione all’interno della società. Nella vita tutto si impara e poi io non credo negli scienziati del calcio, basta Arcipreti nel ruolo (Direttore Sportivo) forse più importante di tutti gli altri.

Quindi bando alle chiacchiere e passiamo ai fatti: proviamoci e uniamo le forze. I compiti da assegnare: presidente settore giovanile, responsabili marketing e strategie economiche (abbonamenti ecc.), responsabili comunicazione, responsabili rapporti con la tifoseria tutta non vanno dati come una specie di regalo finalizzato all’ingresso nel Cda ma dopo che lo stesso Consiglio di amministrazione li ha decisi come fossero un gruppo di amici che puntano allo stesso traguardo.
Se troviamo i due mister x e gli intenti sono quelli sopra accennati (o migliori se qualcuno ne ha), con l’amore che ha la riviera per la sua squadra di calcio, nessun traguardo sarebbe impossibile. Senza fretta ma con la giusta determinazione e con l’indispensabile entusiasmo.

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