MARTINSICURO – Continua a tenere banco a Martinsicuro la mancata assegnazione della Bandiera Blu. Questa volta, a prendere la parola è il Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro che, attraverso un comunicato stampa, punta il dito contro le Istituzioni, sia comunali che sovracomunali, e torna a chiedere maggiore tutela dell’ambiente.

“Dopo anni di assenza delle Istituzioni in materia di verifiche ambientali sul territorio, questi sono i risultati – si legge in una nota –  a Martinsicuro è stata tolta la “Bandiera Blu” indice di quel “mare pulito” tanto decantato che in realtà nascondeva una condizione di precaria salubrità. L’attuale amministrazione comunale non può che sentirsi ricompresa tra quelle Istituzioni che quanto meno non hanno preteso dagli Enti competenti le costanti indagini sul territorio per garantire il mantenimento delle dovute corrette condizioni ambientali.

Il sindaco di Martinsicuro ha comunicato di “sentirsi amareggiato e sconcertato” ma esattamente così si è sempre sentito il Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro ogni qualvolta non è stata data una risposta esaustiva alla richiesta di adozione di provvedimenti nei confronti delle Ditte delle zone Industriali che invadono l’aria di Martinsicuro di polveri nere, di odori e gas nauseabondi, di rumori insopportabili e di scarichi inquinanti.
I problemi di Martinsicuro infatti non sono solo legati alla balneazione ma, in maniera molto grave, anche alla qualità dell’aria: gli allarmanti risultati del monitoraggio atmosferico effettuato in autunno in Via Roma nei pressi delle Zone Industriali lo dimostrano ampiamente.

Gli abitanti delle zone residenziali e turistiche più prossime a quelle industriali hanno perso la serenità, la tranquillità del vivere e forse anche la salute. Il Comitato Difesa Ambiente ha più volte esortato il sindaco Camaioni, unica autorità competente in materia di salute pubblica e ben al corrente delle condizioni di disagio segnalate, ad adottare gli opportuni provvedimenti nei confronti di alcune note aziende della locale zona industriale. Di fatto, al di là di una semplice segnalazione all’Arta di Teramo, di oltre un anno fa e che al momento non pare abbia avuto alcun seguito, non sono state portate avanti azioni determinanti a risolvere questioni di così grave entità inerenti la salute pubblica.
Gli accertamenti di competenza dell’Arta sembra non vengano espletati per mancanza di personale e di fondi economici: grave sarebbe la responsabilità della Regione e del suo governatore Chiodi se le motivazioni addotte avessero un fondamento reale. In realtà la mancanza di dati certi sui livelli d’inconfutabile inquinamento fornisce solamente l’alibi per non assumere provvedimenti nei confronti di chi inquina: un’ amministrazione che ha a cuore la tutela dei propri cittadini deve invece porsi come obiettivo primario la difesa dell’Ambiente in cui vivono e l’intransigente lotta nei confronti di chi trasgredisce.

Il Comitato Difesa Ambiente ha dimostrato finora un atteggiamento propositivo e collaborativo con le Istituzioni segnalando le fonti di inquinamento per consentire di adempiere in modo celere ai propri compiti di istituto a salvaguardia dell’Ambiente e della Salute. Ha proposto spesso percorsi da seguire per giungere alla soluzione dei problemi ma non è stato mai ascoltato.

A causa di scellerate politiche negli anni passati, che hanno dato troppo spazio, in questo piccolo territorio, alla Industria pesante a scapito delle risorse principi rappresentate da turismo e natura, oggi, confermato anche dalla perdita della “ Bandiera Blu”, Martinsicuro inizia a pagare inevitabilmente un conto salato che speriamo almeno induca ad un cambiamento di rotta verso politiche sagge a tutela dell’Ambiente e conseguentemente dello sviluppo economico corretto della Città. Il Comitato Difesa Ambiente continuerà nella sua battaglia per il raggiungimento di questo obiettivo.”

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