GROTTAMMARE – Un’Anima in pena. Strattonata a destra, a sinistra, in alto e in basso, l’opera “Grande” che la Fondazione Carisap ha affidato all’architetto Bernard Tschumi la realizzazione appunto di A.n.i.m.a, nella zona Val Tesino di Grottammare. Investimento stimato circa 20 milioni, paga il signor Fondazione Carisap.

Ma poi è arrivato il diniego della Soprintendenza della Regione Marche, proprio un giorno prima del primo lavoro, e da quel momento è esplosa la bagarre mediatica. Con pro, e contro, ovvio.

Altra puntata quella odierna, con una conferenza stampa con la quale il sindaco Piergallini ha aggiornato circa la vicenda. Venerdì infatti l’ufficio tecnico comunale ha inviato alla Soprintendenza la nota contenente le controdeduzioni ai rilievi che l’autorità paesaggistica aveva manifestato nel recente preavviso di diniego (29 aprile 2014, in allegato) al nulla osta necessario al rilascio del permesso di costruire.

L’incontro si è tenuto “nell’ottica di garantire piena trasparenza alla vicenda”, ha dichiarato il sindaco Enrico Piergallini, affiancato dal consigliere delegato ad Anima, Cesare Augusto Carboni, dall’assessore all’Urbanistica Daniele Mariani e dall’ingegnere Marco Marcucci responsabile dell’Ufficio tecnico comunale.

Nella nota inviata contiene alcuni punti di seguito elencati:

– “Sommarietà della documentazione”: Piergallini ha fatto riferimento all’invio di 160 pagine contenenti foto ed elaborazioni prospettiche, seguenti alla rischiesta di integrazione dello scorso 6 marzo, ai quali si è aggiunta una relazione tecnica che va ad aggiungersi ai due faldoni già in possesso della Soprintendenza.

– c’è poi il tema dell’area e dei due casolari. Qui il Comune di Grottammare fa notare come in sede di “Valutazione Ambientale Strategica, propedeutica all’accordo di programma, la Soprintendenza, in quanto autorità competente, si è già espressa nel 2011 (vedi punto 2 controdeduzioni) e anche dopo, nelle sedi a cui è stata invitata a partecipare anche informalmente; sull’altezza dell’opera, sono osservazioni che non possono essere sollevate in questa sede, poiché riguardano dettagli dell’accordo di programma assentito dove peraltro l’altezza dell’opera è illimitata. Nonostante questo Anima rispetta l’altezza media (24.5 m) degli edifici con le sue stesse funzioni”.

– rispetto al paesaggio: “non si tratta di un paesaggio bucolico/agreste ma di un’area urbanizzata, circondata da arterie stradali strategiche. Anima è un’opera di interesse pubblico che si trova all’interno di uno spazio già pianificato e per il quale sono previsti lotti di destinazione commerciale/direzionale, artigianato/servizi e turistico/ricettivo. Da evidenziare, inoltre, che anche il Ppar (Piano Paesistico Ambientale Regionale) non riconosce alcun valore di interesse al paesaggio”.

”Va sottolineato – ha puntualizzato il sindaco Piergallini, nello spiegare i motivi che hanno portato Comune e Fondazione ad aprire un fronte critico nei confronti della Soprintendenza – che l’oggetto del nulla osta su cui deve esprimersi la Soprintendenza oggi riguarda l’opera di Tschumi e non la questione urbanistica che è stata assentita e approvata in passato dando vita a un iter composto da 31 passaggi dal febbraio 2010 ad oggi. Iter che rappresenta oltre 4 anni di lavoro, ricettivo anche di pareri dell’autorità paesaggistica, e che non intendiamo assolutamente buttare via”.

Secondo Piergallini “le prescrizioni della Soprintendenza non sono accettabili perché avvengono al 31° passaggio, il giorno prima della scadenza del rilascio del nulla osta, compromettendo tutto un lavoro partito da condizioni assentite dalla stessa. Economicamente, culturalmente e politicamente Anima è un’operazione importante: l’opera rientrerà all’interno dei volumi architettonici dell’era contemporanea. Perché interrompere un progetto così bello e ambizioso per il Piceno?”

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