SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Organizzata dalla Venerabile Confraternita dei Brodetti Adriatici, si è tenuta, presso l’Aula Magna dell’Ipsia di San Benedetto del Tronto, la conferenza sul tema: Il Mare Adriatico e la Pesca.

Nell’introdurre i lavori, il preside dell’Ipsia D’Angelo, ha posto in primo piano il progetto Marchigiano della Macroregione Adriatica che ha poi dato lo spunto ai successivi interventi del dottor Brutti (responsabile regionale dell’Agci pesca) e del comandante della Capitaneria di Porto di San Benedetto Lo Presti, che hanno introdotto il tema della filiera del prodotto ittico, ritenuta importante per la tracciabilità del prodotto ed eventualmente per far affermare in futuro una Doc del pescato adriatico.

Tema ripreso anche dal professor Ferretti che ha spiegato anche come, per giungere a questa tracciabilità (che comunque valorizza questo prodotto ittico), l’applicazione delle procedure burocratiche da fare, da parte dei pescatori, sono diventate gravose ed eccessive e che sarebbe opportuno un ripensamento legislativo al livello di Comunità  Europea.

L’ambiente si è scaldato, dopo l’intervento del professor Piccinetti sullo stato delle risorse ittiche e nuove limitazioni della pesca, con un dibattito sul problema che sta particolarmente a cuore alla marineria sambenedettese: il fermo pesca nei mesi estivi, momento in cui è al top l’attività turistica. Il professor Piccinetti, dell’università di Bologna, in sostanza ha proposto un nuovo metodo per la limitazione della pesca che coinvolga anche l’altra sponda dell’Adriatico, con particolare riferimento alla Croazia che ora fa parte della Comunità Europea.

Infine ha prospettato di trasformare il fermo pesca totale in fermo pesca per specie, per singole zone e per periodi limitati e concordati, tenendo anche conto del fatto che la Croazia sta per adottare questo tipo di limitazione di pesca. Così facendo sarebbero protette le specie fino alla loro riproduzione e si potrebbe pescare ininterrottamente per l’intero anno.

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