SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È partita in questi giorni all’Istituto Ipsia di San Benedetto l’iniziativa “Progettare l’inclusione con le tecnologie”, in collaborazione con Giuseppe Rossi e Catia Giaconi dell’Università di Macerata.

Il progetto, che sarà applicato a due classi sperimentali dell’Ipsia, nasce dalla convinzione che oggi la scuola presenti una maggiore complessità rispetto al passato, che richiede ai docenti una più elaborata progettazione didattica. Il punto di partenza del percorso è l’ambizione dell’inclusione. Non in senso di percorso esclusivo di pochi, ma di tutti gli alunni, anche quelli con Bes (ovvero “Bisogni Educativi Speciali”).

L’obiettivo del progetto è di ripensare la progettazione didattica, cioè di trasformarla in un artefatto che serve al docente, ma serve soprattutto agli alunni per raggiungere l’autonomia. Alla base del progetto c’è la “Flipped Lesson”, cioè una metodologia di “didattica rovesciata” che inizia a casa e continua a scuola, con la rielaborazione di quanto è fatto. In questo modo si risponde al bisogno di personalizzazione della didattica, rendendo più attiva e dinamica la lezione.

Il percorso prevede tre fasi: una fase d’informazione e formazione dei docenti, con il prossimo incontro in programma martedì 29 aprile, sempre all’Ipsia. Una fase di attuazione del progetto e di “osservazione in situazione” del livello di attenzione, partecipazione e interesse degli alunni (in programma a maggio) e un convegno finale.

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