SAN BEENDETTO DEL TRONTO – Come promesso a due nostri affezionati lettori non anonimi, prendo lo spunto dalle loro parole per alcune considerazioni che ho in parte già comunicato con le mie risposte dirette a loro nella rubrica ‘commenti’. Qui le completo.

Mauro1 ha scritto: “Adesso con le famose carte del sig. Appierto ci puo’ accendere il fuoco….”, riferimento chiaro al sottoscritto al riguardo delle certificazioni sulle attività di Luigi Appierto.

Maurilio (tra altre cose): “Vogliono Milone ? Che cacciassero loro la differenza tra l’offerta fatta e la richiesta di Moneti… PUNTO E BASTA… le chiacchiere stanno a zero!”, il lettore fa riferimento alle certificate volontà dell’associazione di tifosi  NoiSamb che non ha mai nascosto il proprio particolare gradimento per gli assicuratori romani.

Al primo lettore (“Mauro1”) ricordo che chiedere informazioni e carte a chi manifesta la volontà di entrare nella società rossoblu, o di acquistarla, dovrebbe essere un dovere da parte di chi ama la Samb e dei giornalisti del posto in particolare. Rimproverami di aver fatto conoscere Luigi Appierto meglio alla città, alla tifoseria, mi sembra un contro senso.

La stessa cosa andrebbe fatta a tutti, anche ai Milone, perché no. Anche se sappiamo già tutti che le potenzialità degli assicuratori romani è superiore a tutti gli altri pretendenti, credo che sia doveroso sapere quali progetti hanno sulla nostra amata squadra di calcio.

Finora, che gli si creda o meno, l’unico che lo ha detto in modo chiaro è stato il titolare di www.aspfer.it (da qualche giorno esiste anche un sito dell’azienda). Aspettarsi i fatti dopo le sue parole rientra nella logica ed io l’ho sempre detto, criticarlo per aver mostrato carte che testimoniano le sue potenzialità economiche  mi sembra assurdo e lo dimostrano i commenti spariti da parte di chi si era esposto con azzardati rilievi fatti sulle sue società oltre che con commenti che non ho pubblicato, ma che conservo, del tipo: “Ma dove va, fa il ferraiolo…” e altri simili.

Il lettore Mauro1 dimostra di essere uno che non vuole vedere le carte (almeno quelle) come molti altri tifosi (lui tra loro) che mi attaccarono ed insultarono quando in una conferenza stampa (dicembre 2012) stavo pretendendo, appunto, le carte della situazione economica societaria a Pignotti e Bartolomei.  Per fortuna c’è chi si è pentito per aver pensato male di me in quel periodo e me lo ha detto mentre purtroppo ce ne sono molti di più che vorrebbero mordersi il gomito, nonostante sia impossibile farlo.

La realtà è che finora nessuno si è esposto come ha fatto Appierto. O non è così? Ci penso quando leggo di imprenditori lombardi, romani o di non so dove, interessati alla Samb senza i loro nomi. Mi piacerebbe conoscerli per far loro le stesse domande che ho fatto ad Appierto, meglio ancora se anche in video. Per esempio a Franco Fedeli (l’unico altro nome uscito fuori in questi giorni) già dirigente di Ancona, Perugia e Rieti. Un anno fa voleva l’Ascoli e sembra un uomo vulcanico oltre che di garanzie e con lo,stesso piglio di Luciano Gaucci. Proverò a chiamarlo. Fossi il sindaco Giovanni Gaspari mi anticiperei. L’unica cosa certa, finora, è che Moneti e Fedeli non sono proprio amici ma anche che un suo diktat è questo: “A comandare uno è poco, due sono troppi“.

Al secondo lettore (“Maurilio”) dico che sto aspettando la lunga intervista che i Milone mi hanno promesso per i primi giorni di maggio, vorrei anticiparla ma sembra che non sarà possibile, nonostante ce ne sia necessità, secondo me. Ritengo invece buona la sua proposta che ‘taglierebbe la testa al toro’ ma non pretendendo, con il tono brusco che ha usato lei, che NoiSamb tiri fuori la differenza tra quello che chiede Moneti e quello che ritiene giusto tirar fuori (centomila euro e rotti) la famiglia Milone.

Io propongo: visto e accertato che la forza economica dei Milone è grandissima e che con loro certi traguardi sarebbero più raggiungibili perché non chiedere ufficialmente a Moneti quello che vuole per cedere la Samb e chiedere la differenza ‘una tantum’ a tutta la città sulla stregua di quanto fatto in precedenza dalle due associazioni di tifosi esistenti? Come presidente di Tps mi rendo disponibile a chiedere ai vecchi iscritti e a chi vorrà iscriversi se l’idea è buona per raggiungere il fine sopra esposto. Poi, se NoiSamb è d’accordo lo facciamo insieme.

Dico questo perché, a volte, per un puntiglio (può esserlo per i Milone) si rischia di perdere occasioni d’oro.

Non credo che gli assicuratori romani possano offendersi anzi, fossi in loro, la riterrei come una dimostrazione di amore che mai una città ha avuto per nessun altro potenziale presidente della Sambenedettese Calcio.

Ho parlato chiaro come sempre? Magari sì e forse troppo.

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