Riceviamo e pubblichiamo un comunicato giunto in redazione dal consigliere comunale Cesare A. Carboni:

“Dopo aver letto alcuni interventi apparsi sulla stampa in queste settimane a proposito del polo culturale denominato Anima, quale consigliere delegato a seguire l’iniziativa per il ruolo che riguarda il Comune di Grottammare e quale Capogruppo di Movimento Solidarietà & Partecipazione, credo sia giunto il momento di fare qualche precisazione.

Fino ad ora ho ritenuto opportuno non intervenire anche perché si era nella fase dell’esame tecnico-urbanistico da parte dei vari uffici preposti.  Si sono, infatti, tenute la conferenza di servizi (alla presenza dei tecnici, dell’Asur, dei Vigili del Fuoco, della Provincia) e la commissione di vigilanza per gli aspetti relativi alla sicurezza di quanto progettato.  Questa fase di approfondimenti tecnici è in via di conclusione. Manca solo il parere della Soprintendenza delle Marche di Ancona che, ritengo, non possa che essere positivo visto che nell’area interessata dal progetto non insistono particolari o insuperabili vincoli ambientali e/o architettonici. E, comunque, tutta la lottizzazione (Area ex Ruffini), su cui insiste il lotto di Anima, è stata già oggetto di pareri positivi da parte della Soprintendenza al momento della variante adottata dal Comune per l’accordo di programma con il Gruppo Swm, accordo che prevede la costruzione di un complesso a destinazione alberghiera, commerciale, direzionale e artigianale.

Non si riesce a comprendere, quindi, la scompostezza e la sconsideratezza, forse anche l’ignavia, di alcune posizioni della minoranza, anche di quella parte che sembrerebbe anch’essa definirsi di sinistra, ma che di sinistra non è.

Ho sempre pensato che si può essere di sinistra per estrazione sociale, per formazione o anche per caso. Bene questa è una sinistra per caso, queste persone potevano essere benissimo di destra perché sono elitarie, poco inclini a perseguire lo sviluppo delle comunità nel segno dell’affrancamento dal bisogno (forse preferiscono chi vive di rendite) e poco disponibili a misurarsi con pragmatismo sulle cose. Molto più propensi a fare miopi battaglie di retroguardia, ignorando i veri interessi generali della città e del territorio.
Anima rappresenta un’opportunità vera e molto forte per il nostro territorio, non solo per Grottammare. Basterebbe chiederlo ai tanti operatori del Piceno delle categorie imprenditoriali e dei lavoratori e, soprattutto, dei giovani che ci hanno incoraggiato e ci stimolano nel perseguire con la realizzazione di questa infrastruttura.  Anima è tante cose ma è principalmente un’occasione per lo sviluppo, per il lavoro, per il coinvolgimento dei molti giovani disoccupati, per il turismo, per la cultura ed anche per la promozione dei prodotti del ns. territorio.  Considerato che le imprese che parteciperanno entro l’anno all’appalto saranno in grande prevalenza locali, è un’opportunità di lavoro già la sola costruzione che, per una spesa prevista di 25 milioni di euro, sarà avviata all’inizio del 2015 e si svilupperà per 30 mesi.
Anima è stata pensata e progettata coinvolgendo gli operatori, le forze politiche e sociali, le comunità del territorio per decine volte e con un confronto scevro da schematismi o pregiudizi.

Da questo percorso ne è scaturito, senza approssimazione e senza ambiguità, un risultato condiviso e chiaro a tutti sul progetto e sulla sua destinazione, sapendo bene che l’opera, sempreché ne venga mantenuto l’uso programmato ab origine, sarà di proprietà e nella gestione della Fondazione Carisap che la finanzia.  Non starebbe a me ricordarlo ma, a chi non sa distinguere o fa finta di non sapere, evidenzio che la Fondazione non è una banca e che ha come scopo il benessere della comunità su cui insiste, anche attraverso investimenti a favore del tessuto produttivo, culturale e sociale.
E veniamo alla qualità e al valore architettonico di Anima.

In questi mesi abbiamo silentemente assistito alla ripetizione da parte degli stolti o degli invidiosi di luoghi comuni tipici quali, Anima sarà una cattedrale nel Deserto oppure Anima è una colata di cemento.

Bene, Anima è stata progettata da uno tra i primi architetti al mondo, lo svizzero Bernard Tschumi, per il quale Anima rappresenta per ora l’unica opera in Italia. E’ persona che abbiamo conosciuto e della quale, oltre alle qualità intellettuali, culturali e professionali, abbiamo apprezzato la grande disponibilità ad ascoltare e a considerare le proposte altrui, ed anche a seguire l’opera progettata durante tutto il suo percorso costruttivo. E già questo è un segno distintivo di grande professionalità e onestà intellettuale. E’ l’architetto cui, dal 28 Aprile al 31 Luglio, il noto Centre Pompidou di Parigi dedica una mostra personale delle opere progettate nella sua carriera, e Anima di Grottammare ne rappresenta l’ultima creatura.  Basta consultare il sito del museo parigino per riscontrare ciò.

Sulle qualità di questo progetto non credo si possa innescare una disfida politica senza scendere nel ridicolo.

Sul perché della costruzione di un’opera come Anima fuori dalle grandi aree metropolitane, credo che gli illuminati critici di oggi siano gli emuli di quelli che quando è stato costruito il Mart di Rovereto, magari, hanno detto la stessa cosa: sarà una cattedrale nel deserto. E pensare che in molte parti del mondo vi è la forte tendenza, da qualche tempo, a realizzare sedi periferiche per la cultura, l’arte, la musica, eccetera poiché generano flussi importanti di turisti, appassionati e di amanti della vita fuori dalle metropoli.

Stiano, comunque, tranquilli i delatori, gli invidiosi e le cassandre. Non scolpiremo mai le nostre iniziali su Anima com’è, invece, accaduto per qualche altra opera”.

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