SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La lettera del Ministero è ferma in Prefettura. Al Comune di San Benedetto non è ancora arrivata ed il ritardo ha fatto saltare i nervi a Gaspari: “La città è paralizzata. La giunta è impossibilitata ad operare”.

Un sentimento negato per settimane, quando si faceva trapelare una solida tranquillità dinanzi alla sentenza del Tar e a tutte le conseguenze che avrebbe comportato. Fino a quando l’attesa di un responso dal Viminale ha superato la settimana, generando ansia ed insofferenza.

Già giovedì mattina, prima della comunicazione del primo cittadino, la richiesta era chiara: “Diteci di che morte dobbiamo morire”. Il Popolo della Libertà, nel frattempo, si recava all’Ufficio Protocollo del Municipio per capire se da Ascoli fosse giunta la sospirata missiva, ottenendo ovviamente risposta negativa.

“Prosegue la nostra linea di coerenza e trasparenza”, informava Pasqualino Piunti. “Tutta la rassegna stampa di questi giorni la stiamo girando ai parlamentari del partito. La battaglia partì il 19 novembre, quando ci opponemmo alla delibera che avrebbe poi comportato il pagamento della mini-Imu da parte dei cittadini. Successivamente ci fu l’assise del 29 andata deserta e quella del 30, nella quale ponemmo l’ormai celebre pregiudiziale. Puntualmente respinta”.

Tra le fila della maggioranza nessuno teme lo scioglimento del Consiglio. Anzi, si pensa che dal Ministero sia giunto semplicemente l’invito a ripetere il consesso incriminato. Ecco allora che stupisce doppiamente un’esitazione che, per qualcuno, lascerebbe presagire ad altri destini.

La giunta si è comunque portata avanti col lavoro, buttando l’occhio al calendario per valutare il giorno ideale per il ritorno in assise dell’assestamento e l’equilibrio di Bilancio 2013. La prima data utile individuata sarebbe quella del 28 aprile, a cui andrebbero però tolti i canonici cinque giorni di preavviso utili alla convocazione. A questo punto, la speranza del centrosinistra è che l’avviso giunga perlomeno prima delle festività pasquali.

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