MARTINSICURO – La citazione in giudizio per diffamazione del consigliere comunale, Sandro De Angelis, da parte di due vigili urbani, continua a tenere banco in città. A parlare per la prima volta della vicenda è proprio il delegato alla Sicurezza del Comune truentino.

“Sono sereno con me stesso perché non ho fatto o detto nulla che potesse diffamare qualcuno – dice Sandro De Angelis – mi sono limitato a riportare una semplice segnalazione fatta da una cittadina.  Vera o falsa che sia, non sta certo a me verificarne l’autenticità.

Non ho mai detto nulla di quanto riportato invece in alcune frasi che ho avuto modo di leggere sui quotidiani ossia che i due vigili pretendevano di non pagare. Questo non è stato mai detto neanche dal sindaco, Paolo Camaioni.

La segnalazione, come in tanti altri casi, è stata riportata inizialmente solo al sindaco, poi in un successivo incontro nel suo ufficio alla presenza del sottoscritto, e del Capitano della polizia municipale, Massimiliano Zippi, nel quale è stato il sindaco per primo ad evidenziare questa segnalazione, ma con il solo scopo di porre maggior controllo nell’operato degli agenti e senza nessun intendimento diffamatorio, visto che il tutto veniva fatto tra membri dell’amministrazione e dipendenti comunali e non in pubblica piazza.

Sinceramente sono meravigliato di tutto questo clamore ma ancor di più deluso dall’immagine ridicola e negativa che il nostro paese si trova ancora una volta ad affrontare a danno della giustizia vera che, credo, abbia ben altro da fare”.

De Angelis è assistito dal noto avvocato pescarese, Carlo Di Mascio, che, raggiunto telefonicamente, ha affermato: “Per esserci diffamazione ci deve essere una chiara volontà di chi diffama. Riportare una segnalazione in una sede opportuna non presuppone alcuna azione o intento diffamatorio. Francamente denoto un eccessivo e ingiustificato accanimento sulla vicenda”.

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