SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Venerdì 11 aprile, la classe quinta A della scuola Miscia ha intervistato due compagni di classe provenienti da paesi esteri: Ebubekir Ucgul e Leslie Jane Gambon. Ebubekir è nato in Turchia ed ha vissuto lì per 8 anni, Leslie è nata nelle Filippine e vi ha vissuto per 6 anni.


Come mai avete scelto di venire in Italia?

Ebubekir: “Per motivi di lavoro. Mio padre era in Italia già da sei anni per lavorare, poi abbiamo deciso di venire anche noi, per riunire la famiglia”.

Leslie: “Anche noi per motivi di lavoro. Mia madre lavorava a San Benedetto e io vivevo nelle Filippine con il mio papà e i miei nonni. Poi siamo venuti anche noi per stare con mamma”.


Quando siete arrivati in Italia conoscevate la nostra lingua? Aveta fatto fatica ad impararla?

Ebubekir: “Io sapevo dire solo ‘Ciao’. Non sono venuto a vivere subito a San Benedetto, appena arriivato in Italia ho vissuto a L’Aquila. Avevo molto paura ad allontanarmi da mio padre e a rimanere a scuola da solo. Il primo giorno di scuola ho pianto, il secondo giorno sono stato molto felice perché i miei compagni hanno realizzato dei disegni per comunicare con me. Avevano disegnato me e loro con una nuvoletta nella quale c’erano scritte le nostre parole: io nel disegno dicevo ‘Ciao’ e loro dicevano ‘Ciao, benvenuto in questa scuola!’. Mi avevano disegnato grande grande, mentre loro erano piccoli. Questo mi ha fatto sentire importante. Quando sono arrivato in questa classe sapevo un po’ l’italiano e tutti i miei compagni mi hanno accolto con tanto entusiasmo e tante domande”.

Leslie: “Anche io sapevo dire solo poche parole, però ero abbastanza serena perchè mia mamma mi aveva tranquillizzata e preparata. Conoscevo già il mio compagno di classe Edoardo e mi sono seduta vicino a lui. Non capivo nulla di quanto dicevano in classe, però ero confortata dai sorrisi che mi rivolgevano. Già dopo un mese inizavo a capire l’italiano”.


Quando siete arrivate cosa vi mancava di più del vostro Paese di origine?

Ebubekir: “I nonni, gli zii, gli amici. I nonni al telefono piangevano perché sentivano la mia mancanza”.

Leslie: “Sì, soprattutto dei nonni, con i quali vivevo.


Che differenza c’è tra la scuola nel vostro paese e la scuola qui in Italia?

Ebubekir: “Le maestre in Turchia erano più severe, per esempio come punizione ci facevano stare con un piede alzato in un angolo, non ci aumentavano i compiti come succede qui, inoltre qui la maestra mi aiuta di più.
Da me ogni settimana il lunedì mattina, prima di iniziare la lezione, tutti i bambini andavano davanti alla bandiera della Turchia e cantavamo l’inno. Lo stesso il venerdì prima di tornare a casa. Uscivamo da scuola alle 14, non alle 13. All’ora di pranzo potevano venire le mamme a portare il pranzo. Ricordo tanti aneddoti sulla scuola in Turchia, in particolare ricordo che quando sono andato via la mia maestra piangeva, era molto dispiaciuta“.

Leslie: “La giornata scolastica iniziava alle 8 del mattino e finiva alle 8 di sera. Ogni mattina, prima di iniziare la giornata scolastica, cantavamo l’inno nazionale. Tra le materie scolastiche ricordo che si faceva giardinaggio”.


Con quale mezzo andavate a scuola?

Ebubekir: “A piedi”.

Leslie: “A piedi o con il tricycle”.


Come si chiama il tuo migliore amico nel tuo paese?

Ebubekir: “Fatih e Serhat. Tuttora ci sentiamo via Facebook. Quando sono partito per l’Italia ho lasciato ai miei migliori amici e ai miei nonni un Cami, una moschea in miniatura”.

Leslie: “I miei migliori amici nelle Filippine sono Cin-Cin e Mici. Ora però non ci sentiamo più”.

Cosa facevate nel tempo libero?
Ebubekir: “Andavo in giro in bicicletta, ad esplorare i posti. Il padre del mio amico però ci controllava”.

Leslie: “Chiamavo mia zia e andavamo con il motorino, guidavo io! Poi andavo in piazza e giocavo a palla”.


Come sono i matrimoni nel vostro paese di origine?

Ebubekir: “Sono stato al matrimonio di mio zio. Anche in Turchia si usa il vestito bianco per le spose, però ci si sposa più da giovani, intorno ai 20 anni”.

Leslie: “La sera prima del matrimonio si fa un circoletto con le sedie. Sulle sedie si siedono le ragzze ed al centro gli sposi. Po arrivano i ragazzi ed invitano le ragazze a ballare. Ci si sposa presto, le ragazze di solito a 18 anni”.


Quale è un piatto tipico del vostro paese di origine?

Ebubekir: “Il piatto tipico è il Cilekli Pasta. Per mangiare riuniamo tutta la famiglia. A San Benedetto ci riuniamo solo io, mio padre, mia madre e mia sorella, ma in Turchia ci riuniamo ogni giorno anche con gli zii, i nonni e i cugini”.

Leslie: “Il piatto tipico è il Lechòn. Mangiamo tutti insieme in grandi tavolate; non solo parenti ma anche amici, ci riuniamo per mangiare insieme tutte le volte che è possibile”.

L’intervista è finita. Ciao! Come si dice ‘Ciao’ nella vostra lingua?
Ebubekir: “Meraba”.

Leslie: “Bye”.

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