SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Tutta colpa del dilettantismo amministrativo e politico di chi ha convocato e condotto l’attività del Consiglio Comunale, a cui si somma la pretesa di una maggioranza che da qualche tempo a questa parte dimostra di essere solo numerica e non politica”.

E’ furente la reazione di Domenico Pellei in merito alla vicenda Tar, che ha reso illegittima l’assise del 30 novembre scorso, nella quale si approvò l’equilibrio e l’assestamento di Bilancio 2013. Le colpe vengono addebitate al presidente del Consiglio, Marco Calvaresi, ma allo stesso tempo estese all’intero centrosinistra, colpevole di aver respinto le obiezioni della minoranza.

“Sul piano politico – contesta Pellei in una missiva inviata a Giovanni Gaspari –  l’annullamento deriva anche dalla pervicacia con cui il Presidente, unitamente alla sua maggioranza consiliare, in apertura della seduta del 30 novembre, ha preteso e imposto la votazione con cui è stata respinta la pregiudiziale con la quale la minoranza aveva chiesto che si aggiornasse la seduta, per sanare la sua illegittima convocazione. L’atteggiamento collaborativo dell’opposizione è stato purtroppo messo da parte da una logica di numeri che però non ha resistito a quella del diritto e della legalità come riconosciuto dal Tar”.

Prosegue l’esponente centrista: “L’aggiornamento con rinvio al giorno successivo della discussione e votazione della delibera 103/2013 annullata, non avrebbe provocato alcun danno ai contenuti dell’atto stesso, alla luce della constatazione delle disposizioni regolanti la materia di che trattasi, che obbligavano i comuni alla convocazione e non all’approvazione entro il 30 novembre 2013 degli equilibri di bilancio e del conseguente assestamento. Fin dalla convocazione del Consiglio Comunale del 29 novembre 2013, Calvaresi aveva omesso la iscrizione all’ordine del giorno della proposta di riequilibrio del bilancio da parte del Dirigente dei Servizi Finanziari – allo stesso fatta recapitare a termini di legge – sulla base di valutazioni meramente politiche esternate in una conferenza dei capigruppo con soli tre capigruppo. Detta omissione era stata consigliata per evitare la manifestazione di dissidi interni alla maggioranza su una manovra di riequilibrio finanziario connotata da tagli alla spesa pubblica per 500 mila euro e da forti inasprimenti fiscali per circa 900 mila, per la gran parte gravanti su un aumento dell’Imu sugli immobili destinati ad attività produttive e commerciali”.

Pellei sottolinea come l’Udc non auspichi lo scioglimento del Consiglio, “dato che comporterebbe un gravissimo danno per gli interessi di San Benedetto, già sottoposta a immeritati ritardi amministrativi che ne minano lo sviluppo economico e l’attrattività turistica, che si acuirebbero con un commissariamento di oltre un anno”.

“Certo è però – conclude – che l’annullamento della delibera, allo stato delle cose, in applicazione del combinato disposto degli articoli 193 del Tuel 267/2000 e 43 del Regolamento di contabilità comunale, comporta l’inevitabile scioglimento del Consiglio Comunale. L’ansia e la preoccupazione di molti operatori economici e di cittadini sanbenedettesi è tale che merita attenzione e soddisfazione. È utile che il sindaco riferisca entro la prossima settimana nella Commissione Bilancio che presiedo, l’esito degli incontri avuti con il Sottosegretario all’interno Gianpiero Bocci e con il Prefetto di Ascoli, per far conoscere quali utili iniziative possono essere prese e sostenute per evitare il peggio che conseguirebbe ai danni prodotti da una gestione amministrativa censurabile nel metodo e nel merito delle scelte, finora confortate da logiche meramente numeriche”.

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