Il video sarà visualizzabile anche nei notiziari di Super J, canale 603 nelle Marche e Val Vibrata e 634 in Abruzzo. Riprese e montaggio di Arianna Cameli, servizio di Massimo Falcioni.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Morale della favola? La colpa alla fine è del Popolo della Libertà: “Col suo ricorso ha paralizzato l’azione amministrativa, aggrappandosi ad un ritardo di appena un’ora. Chiedere il Commissariamento e lo scioglimento per questo motivo non è fare il bene della città. E’ solo lotta di potere”.

Per i capigruppo di maggioranza, la sentenza del Tar (che ha ritenuto illegittima la delibera sull’assestamento di Bilancio 2013) non fa altro che fermare l’operato della giunta e, a sua volta, tutti gli investimenti che erano in procinto di essere varati. Lunedì prossimo si sarebbe sbloccato definitivamente il progetto del nuovo campo da rugby, senza dimenticare la valutazione sugli eventi estivi da finanziare, adesso obbligatoriamente in stand-by.

La maggioranza e l’amministrazione hanno fatto in pieno il proprio dovere e non hanno nulla da rimproverarsi. L’errore è palese, oggettivo, si basa su un vizio di forma inequivocabile, sarebbe sciocco non ammetterlo. Tuttavia, ciò non inficia l’atto. Il documento finanziario era pronto, non vi è stata alcuna inadempienza, questo è l’unico dato politico rilevante. Non facciamo valutazioni tecniche, le sentenze non si commentano. Prendiamo atto, altresì, dell’incapacità della minoranza di fare opposizione politica, di rappresentare in assise un’alternativa credibile all’attuale governo della città. Presentare ricorsi, esposti, dossier è il segno di una grande debolezza politica che si cerca di colmare con l’intervento della Magistratura”. Parole che stridono, soprattutto se associate a quell’Italia dei Valori che per anni ha fatto del rispetto intransigente delle norme il proprio cavallo di battaglia.

La tegola del Tribunale Amministrativo giunge dopo un’altra grana legata alla vicenda del distributore di benzina e alla condanna in primo grado da parte della Corte dei Conti. A loro si sommano le questioni  sempre in piedi  dello stadio Riviera delle Palme e delle pensiline fotovoltaiche. “Non credo siano problemi rilevanti per i sambenedettesi – dichiarano dal fronte del Pd – inviteremmo piuttosto a guardare il piano antiallagamenti e i risultati dell’edilizia scolastica e del turismo, in ascesa”.

Il centrosinistra non ha dubbi sul suo operato. “Giudicateci per quello. Il sindaco, i consiglieri e gli assessori sono stati eletti non per rispondere a ricorsi, esposti e dossier, bensì per amministrare la città in forza di un programma elettorale”. Programma che tra le priorità includeva l’agognata riqualificazione del lungomare nord, messo in naftalina a vantaggio di interventi di manutenzione. “Lo avvieremo per forza, seppure non sia più al primo posto delle esigenze. Si comincerà dai sottoservizi, speriamo di portare a termine tutte le nostre promesse”.

Tornando al civico consesso del 30 novembre scorso, la responsabilità per la convocazione errata viene fatta ricadere sulla segretaria comunale Fiorella Pierbattista. “Ci fanno riflettere gli errori dei funzionari, non dovrebbero commetterne. In futuro non escludiamo di approfondire la sua posizione”.

Nessuna autocritica e capro espiatorio individuato, con Gaspari che attenderà in silenzio il pronunciamento del Consiglio di Stato. “Mi esprimerò alla fine. Nel frattempo mi limito a osservare, a leggere e a sorridere”.

L’unica convinzione a cui si aggrappa la giunta riguarda la mini-Imu. Secondo Fabio Urbinati non dovrà essere restituita: “Il provvedimento è valido – garantisce l’assessore alle Finanze -l’aliquota fu alzata al 6 per mille in occasione dei lavori del 18 novembre”.

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