SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Monti lontani monti vicini” è la rassegna cinematografica giunta alla tredicesima edizione, organizzata dal Cineforum Sbt Buster Keaton in collaborazione con l‘amministrazione comunale di San Benedetto. L’iniziativa si propone come momento di riflessione non solo sui disagi, le tensioni e i conflitti, ma anche sulle speranze, le aperture e la ricchezza che fanno da sfondo al confronto fra culture diverse.

Con La prima neve, l’8 aprile alle ore 17 e 21.30, presso il Teatro Concordia, Andrea Segre prosegue l’idea di un cinema umanista, radicato in una provincia italiana quieta e dimenticata. Dopo Chioggia in Io sono Li, il suo sguardo da documentarista si posa sull’alta montagna del Trentino, a Pergine Valsugana, dove nei boschi giallastri di un autunno che sta per diventare inverno, cresce il legame tra un ragazzino e un immigrato del Togo, arrivato in Italia attraverso l’inferno della Libia. Entrambi, Michele e Dani, sono segnati dal dolore e dalla perdita: il primo orfano di padre, il secondo distrutto dalla morte della moglie durante il viaggio e dall’incapacità di occuparsi della figlia neonata.

Segre ha la capacità e il coraggio di raccontare storie, di filmare spazi geografici da trasformare in luoghi ideali. Il suo cinema drammatico è sensibile, toccante, guarda al mélo ma senza concitazione, con i personaggi principali e di contorno (la madre di Michele, fragile e premurosa, lo zio rassegnato, il nonno apicoltore stanco e comprensivo) che si ritagliano il loro spazio per crescere come figure autentiche. La prima neve si affida al tempo, al mutare della luce del giorno e delle stagioni: e in un paesaggio immenso, che osserva placido e gentile il dramma degli uomini, fa in modo che la tragedia si stemperi, che la vita prevalga sulla morte, e che la neve possa cadere copiosa non per seppellire il passato, ma per purificarlo.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 148 volte, 1 oggi)