SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Porto d’Ascoli c’è. Come direbbe il telecronista Guido Meda al taglio del traguardo. Con tre turni di anticipo, i biancocelesti si iscrivono nel grande libro dei guinness riempiendo una storica pagina del calcio dilettantistico. Lo scorso anno arraffando d’arguzia un triplete memorabile, in questa stagione padroneggiando con maestria l’intero torneo.

Si sono affacciati in Promozione con il nomignolo di “matricola” assaporando con abilità gli avversari prima di piazzare il morso deciso della temibile capolista. Sessantadue punti, ben quattordici lunghezze dal Monticelli e sedici dal Porto Sant’Elpidio con una perfetta media inglese pari a sei.

I numeri parlano chiaro: sono diciassette le vittorie di cui dieci conquistate sul sintetico del “Ciarrocchi” conditi da undici pareggi. Sconfitte? Neanche l’ombra. Nel dna dei ragazzi di mister Filippini scorre il sangue del trionfo. E a sbaragliare le statistiche scendono in campo le quarantaquattro pregevolezze servite ai portieri avversari nel corso dei ventotto match intervallati da solo dodici reti incassate.

Entusiasmo, unità di intenti e spirito di sacrificio hanno fatto dei venticinque giocatori una squadra di uomini prima che di atleti. Senza mai dimenticare l’incessante supporto della dirigenza sempre pronta ad incoraggiare i suoi gioielli.

Un fiume di gioia il tecnico Filippini al suo secondo mandato in quel di Porto d’Ascoli: “In due anni abbiamo raggiunto ottimi risultati. La passata stagione eravamo partiti per vincere il campionato riuscendo nell’intento. Quest’anno sapevamo di avere una squadra forte ma non immaginavamo un finale così. Giocando gara dopo gara, ci siamo resi conto che potevamo fare qualcosa di importante ed è arrivata l’Eccellenza”.

Le statistiche sono eloquenti: “Leggere tali cifre sembra che le altre formazioni non fossero all’altezza del torneo, invece è stato un campionato tosto con 4-5 squadre ben attrezzate che ci hanno messo anche in difficoltà. Conta che in due anni abbiamo perso una sola volta, devo solo dire grazie ai miei ragazzi che hanno dato sempre il massimo” ha proseguito il trainer.

Un ruolo fondamentale hanno ricoperto i fuoriquota: “Gli under hanno dato un contributo forte e deciso alla causa biancoceleste, prima di essere giocatori si sono mostrati uomini”. Il tributo è poi esteso all’intera rosa e alla dirigenza: “I ragazzi hanno dato sempre il massimo in ogni partita disputata, non hanno mai mollato come non l’ho fatto io. Ho dato l’anima per loro e loro mi hanno ripagato con questa promozione.

Inoltre abbiamo una Società straordinaria che non si trova in altre realtà. Organizzata, con ognuno il suo ruolo e che non ci fa mancare niente. I nostri successi vengono grazie alla tranquillità che ci trasmettono”.

Mercoledì 2 aprile, il Porto d’Ascoli sarà impegnato a Recanati per la finale di Coppa Italia contro l’Atletico Alma Fano: “E’ una squadra forte, seconda nel girone A. Sarà una sfida a cui non ci tireremo indietro, venderemo cara la pelle” ha così concluso mister Filippini.

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