SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una delle città più inquinate delle Marche. Un riconoscimento per nulla ambito da San Benedetto, che deve fare i conti con i 24 sforamenti registrati dall’inizio dell’anno fino al 24 marzo scorso.

Il limite da non oltrepassare nell’arco dei dodici mesi è quota 35, tutto lascia supporre però che i parametri non verranno rispettati.

Nella parentesi compresa tra l’inizio del 2014 e il 28 febbraio i superamenti erano stati ben 18. Numeri considerati normali dagli esperti, che avevano accostato l’elevato livello delle polveri pm10 al meteo non troppo clemente in Riviera.

Il dato però è più preoccupante di quello che possa apparire. Il 2 febbraio il valore massimo di microgrammi al metrocubo riscontrati è stato di 156,4, tre volte superiore al limite, fissato a 50 microgrammi al metro cubo.

La centralina di rilevamento è situata in Via Asiago, a due passi dal Municipio. Una zona che risente del traffico di Viale De Gasperi, ma che non è minimamente paragonabile alla Statale 16, punto della precedente sistemazione. “Le criticità ci sembrano evidenti – denuncia l’ex consigliere comunale dei Cinque Stelle, Riego Gambini – ci domandiamo che responso sarebbe uscito se l’impianto si fosse trovato ancora in Piazza Kolbe. Fortunatamente le abbondanti precipitazioni di questi giorni hanno risolto, perlomeno momentaneamente, una grave criticità ambientale che dobbiamo ormai definire cronaca, per la quale non riusciamo a trovare efficaci e durature soluzioni”.

Il valore medio annuale consentito è pari a 40 microgrammi per metro cubo, con San Benedetto che ha già toccato quota 44 e mezzo.

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