Eppur così giovane ha indosso un bagaglio di esperienze impegnative. Matteo Corradetti ha la pelle dura: si scrolla di dosso ogni difficoltà rinascendo più rigoglioso che mai. Voglia di imparare, voglia di migliorare e voglia di impegnarsi sono i presupposti scelti dal centrocampista quando ha deciso di calcare il sintetico del “Ciarrocchi”. E in campo non perde mai la bussola: segue e dirotta i traversoni da buon timoniere tenendo a debita distanza l’assalto dei pirati avversari.

Giovanili della Samb, in Eccellenza con la Santegidiese, il Monticelli poi la chiamata del Porto d’Ascoli. Cosa ti ha fatto capitolare?
“Quando ho saputo che avrei avuto la possibilità di tornare a Porto d’Ascoli non ci ho pensato due volte ad accettare la proposta. E non mi sono pentito di questa scelta, la rifarei all’infinito”.

E’ difficile per un fuoriquota dimostrare il proprio valore: tu come ci sei riuscito?
“Io cerco di dare il massimo in allenamento perché voglio migliorare giorno per giorno. Grazie al mister e a questo gruppo fantastico tutto questo è più facile”.

C’è una frase detta la sera delle cena di Natale che mi è rimasta impressa:« A Porto d’Ascoli ho ritrovato la voglia di giocare».
“È vero. Tornare al Porto d’Ascoli per me è stato come tornare a casa, una sensazione bellissima. più che una società è una famiglia. Dal primo giorno che sono entrato nello spogliatoio mi hanno fatto sentire subito uno di loro. La nostra forza è il gruppo e gran parte del merito è di capitan Angelini, un amico prima che compagno”.

Il Porto d’Ascoli è diventato un record da battere. Cosa farà Corradetti per impedirlo?
“In un contesto di squadra, un singolo può fare poco. Tutti insieme abbiamo dimostrato con sacrifici, impegno e costanza quello che sappiamo fare. Ora pensiamo solo a raggiungere l’obiettivo il prima possibile”

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