Pubblichiamo di seguito una nota stampa del sindaco di Grottammare, Enrico Piergallini. 

Il gruppo di Grottammare Futura, come si dice, tira il sasso e nasconde la mano.

Prima critica senza fondamento l’intera gestione urbanistica di Grottammare e poi si offende se gli si risponde a tono, evidenziando la sua contraddittorietà. La nostra amministrazione non ha alcuna crisi di nervi, semmai è arrabbiata dalle considerazioni di chi non vuole riconoscere la rinascita che ha attraversato Grottammare in questi anni, perché si è autoescluso dal processo, isolandosi volutamente per ragioni di interessi di fazione.

La buona amministrazione di questi venti anni, d’altronde, è stata riconosciuta dai cittadini confermando per la terza volta la fiducia ad una nuova stagione del Movimento Solidarietà e Partecipazione. Proprio perché non ci siamo mai sottratti al confronto – credendo fermamente e interpretando al meglio il principio della partecipazione – rispondo alle domande che non mi sono state poste direttamente ma che leggo dai giornali,  non nascondendo però che a queste domande abbiamo più volte risposto nelle assemblee e anche sulla stampa.

Probabilmente, Grottammare Futura in questi mesi è stata distratta da altro.

Era opportuno cambiare destinazione urbanistica? Certamente sì, poiché la destinazione che il Piano Regolatore ha previsto 15 anni fa non si è mai attuata. Inoltre, essendo la zona attraversata da importanti arterie viarie (una tra tutte, l’uscita del casello autostradale), e già segnata da alcuni edifici a destinazione residenziale sportiva, abbiamo ritenuto opportuno che in quell’area potesse essere disegnata una zona a sostegno delle attività produttive di Grottammare. Come tutti sanno, infatti, non sono previsti edifici di edilizia residenziale ma edifici a destinazione commerciale artigianale e a servizi. Infine, la vocazione florovivaistica non è affatto smarrita: all’interno di A.N.I.M.A., infatti, potrà essere previsto lo spazio per la promozione del settore così come già presente nel Piano.

Era opportuno spendere 1.100.000 euro per opere di adeguamento del Pai? Il Piano per l’Assetto Idrogeologico individua le aree soggette al rischio esondazione. L’intervento compiuto in quell’area ha ridotto il perimetro della zona interessata da questo rischio. In breve, si tratta di un miglioramento della sicurezza di un’ampia zona della città. A spese zero per la comunità poiché ricordiamo l’intervento è stato a carico della ditta privata.

Era opportuno consumare tanto terreno agricolo quando a 450 metri giace la struttura dell’ex Arena con i suoi 70.000 mc vuoti e 35 operai in cassa integrazione? Demagogia pura: come tutti sanno, la struttura ex Arena è una struttura privata sulla quale l’amministrazione comunale ha cercato di intervenire concordando con i proprietari un piano di riconversione che non è stato percorso. La Fondazione Carisap invece richiedeva per l’investimento della grande opera un’area libera, che la comunità avrebbe dovuto cedere in cambio di un’importante struttura a destinazione pubblica. Quello che è avvenuto.

Era opportuno rendersi disponibili ad accogliere una struttura inutile e dispendiosa, che sottrae 20 milioni di euro alle esigenze primarie del territorio e della comunità del Piceno?

Innanzitutto, è il gruppo di Grottammare Futura a giudicare inutile e dispendiosa una struttura che deve ancora nascere, in secondo luogo i venti milioni di euro della Fondazione Carisap saranno  investiti attraverso A.N.I.M.A. sulla comunità picena.

Rispedisco la domanda al mittente: Grottammare futura avrebbe rifiutato 20 milioni di euro di investimetno sulla nostra città, in questo momento di crisi, con tutto l’indotto benefico che può ricadere sul nostro territorio?

Era opportuno  approvare la costruzione, visto che gli alti costi di gestione e manutenzione dell’enorme volume in cemento graveranno prima o poi sulla collettività? Mi domando quali informazioni il gruppo di Grottammare Futura possieda sui costi di gestione e di manutenzione di A.N.I.M.A.. Praticamente nulla. I costi non saranno sostenuti dal Comune di Grottammare, poiché la gestione sarà condivisa inevitabilmente con la Fondazione Carisap, in base ad una convenzione che deve ancora essere scritta ma che fonda i suoi principi essenziali su alcuni indirizzi espressi dalla giunta con la delibera nr. 236 del 17 dicembre 2013.

Era opportuno approvarne la costruzione considerando la precedente fallimentare  esperienza del centro congressi di San Benedetto del Tronto? Il pala congressi è stato fallimentare poiché, purtroppo, non è mai stato terminato e di fatto non è mai entrato pienamente in funzione. E’  assolutamente pretestuoso collegare due opere diverse per origine, progettazione, finalità e finanziamenti.

Era opportuno, infine, approvarne la costruzione senza un ragionevole preliminare esame di possibili alternative finalizzate a fronteggiare numerose emergenze territoriali acuite dalla crisi devastante che viviamo? Ricordo al gruppo di Grottammare Futura che sono state valutate altre possibili alternative all’interno delle assemblee aperte ai cittadini che hanno preceduto la progettazione di A.N.I.M.A.. Se Grottammare Futura avesse partecipato a questi appuntamenti, avrebbe potuto dare il proprio contributo. Forse non era periodo di campagna elettorale…

Adesso spetta a me fare le domande in serie:

Grottammare Futura avrebbe rifiutato l’investimento della Fondazione?

Quale area avrebbe individuato per realizzare l’investimento?

Quale tipo di struttura avrebbero voluto realizzare ?

Quale architetto avrebbero scelto per la progettazione?

Come avrebbero giustificato ai cittadini la perdita di un’occasione storica per il nostro territorio?

Domande… alle quali so già che il gruppo Grottammare Futura risponderà demagogicamente, senza badare alla complessità dei procedimenti, semplificando, banalizzando. Ma non è così che si amministra.

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