SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Fatti più in là, così vicino mi fai turbar”. A rispolverare il brano delle Sorelle Bandiera è, trent’anni dopo, il Partito Democratico. Destinatari dell’invito gli ormai ex dissidenti Loredana Emili e Sergio Pezzuoli, ai quali è stato esplicitamente chiesto di cambiare postazione in assise.

Lunedì mattina le urla provenienti dall’ufficio del presidente del Consiglio Comunale riecheggiavano in tutto il Municipio. A lanciare la proposta del trasloco sarebbe stato Vinicio Liberati, supportato da Giulietta Capriotti. Gli esponenti dei Diversamente Democratici creerebbero infatti “imbarazzo e soggezione” ai consiglieri del Pd, così tanto da portarli a ufficializzare la richiesta di spostamento.

La segretaria comunale ha comunque respinto l’eventualità, ascoltando anche le osservazioni di Pdl e Movimento Cinque Stelle che hanno ricordato come in passato sia Daniele Primavera che Nazzareno Menzietti e Libero Cipolloni fossero rimasti al loro posto, nonostante la dichiarata uscita dalla maggioranza di centrosinistra.

Ma non è tutto. La bagarre ha riguardato pure la riformulazione delle Commissioni, dettata dalla recente nascita del gruppo misto. L’ex assessore al Sociale è attualmente presente nelle Commissioni Bilancio, Servizi Sociali e Urbanistica. Discorso simile per Pezzuoli, presidente della Commissione Urbanistica e nominato in quelle al Sociale e ai Lavori Pubblici.

Se è vero che uno dei due soggetti dovrà rinunciare alle realtà che prevedono un “doppione”, è altrettanto certa la loro possibilità di ingresso nel comitato degli Affari Generali, del Commercio e Turismo, delle Politiche Giovanili e della Viabilità, a scapito di qualche democrat.

Sabato prossimo l’emiciclo modificherà il punto 2 della delibera di Consiglio numero 56 del 2011, stabilendo che ciascuna Commissione passerà da 12 a 13 componenti, dei quali 7 assegnati alla maggioranza e 6 alla minoranza, “garantendo almeno un rappresentante per ogni gruppo consiliare ed in modo da riprodurre in commissione l’equilibrio tra maggioranza e minoranza presente attualmente in assise”.

In un primo momento si era pensato di mantenere le 12 presenze, tenendo conto del fatto che mai in Commissione si era applicato il metodo della votazione. Tuttavia, l’amministrazione comunale ha spinto ugualmente per l’allargamento, considerando ‘rischiosa’ l’ipotesi di pareggio (6 a 6) dettata dalla nuova conformazione politica.

Non capisco perché un problema della maggioranza debba ricadere sui cittadini e sul Bilancio, seppure in termini minimali”, contesta Pasqualino Piunti. Il consigliere azzurro fa riferimento al gettone di presenza da destinare al nuovo ingresso, che si aggirerebbe attorno ai 40 euro lordi.

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