Acrata sarà uno spazio eretico non garantito da alcuna istituzione.

Il centro del blog non è il passato, anche se potrò racconterò storie straordinarie di uomini straordinari. E non è neppure il futuro, inteso come scenario di possibili evoluzioni del mondo. È l’oggi; senza rimpianti e senza banali rimandi a un domani quanto mai evanescente, ancorché paventato e oggetto di sempre errate previsioni.

Allo stesso modo, il centro non sarà tanto una riflessione filosofica quanto un’analisi del vissuto: conciliazione fra pensiero, realtà e desiderio.

Nella scrittura si incroceranno giornalismo e letteratura, autobiografia e saggistica, diario e antropologia, meditazione filosofica e memoir.

Oggi, di fronte alla complessità di un mondo irriducibilmente plurale, non ci si può limitare all’autosufficienza di un pensiero, fede o ideale. Pertanto verranno usati tutti gli strumenti critici possibili. È su questo crinale, quanto mai inedito, ma fecondo di autenticità, che si deve lavorare per evitare quella cinica e strisciante congiura di benpensanti, moderati, capipopolo e opinionisti che hanno deciso di sopprimere l’innocenza per valorizzare l’avarizia, di bruciare l’immaginazione per

tutelare la sfiducia, di ridicolizzare la sobrietà per magnificare l’arricchimento. Una strada impervia, ma unica possibile per capire che sono tutte occasioni le persone e le cose che incontriamo ogni giorno, occasioni che vale la pena di non mancare.

Pertanto, il blog sarà dedicato a coloro che sono in cammino, alle forme di vita inappartenenti, testarde, devianti, con forte senso religioso e sentimento del sacro, che criticano radicalmente la società degli umani in nome dell’amore per quegli stessi umani che gli camminano accanto, si commuovono e guardano il mare all’orizzonte.

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