SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il coordinamento della provincia ascolana di Asimprese si schiera al fianco dei pescatori sambenedettesi nella battaglia per la revisione del fermo biologico. Il presidente regionale dell’associazione sindacale Luca Cantalamessa, ha, infatti, partecipato il 21 marzo, in Comune a San Benedetto del Tronto, a una riunione convocata dall’assessore alle politiche del Mare Fabio Urbinati con tutti i vertici delle associazioni rappresentanti e le varie parti della marineria.

Il tavolo avrà il compito di creare a un documento programmatico che il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare.

Un documento che rileva come tutte le parti in causa del tessuto economico territoriale, chiedano a gran voce la modifica di un provvedimento che, fermando l’attività di pesca nel periodo di alta stagione turistica, danneggia non soltanto l’economia portuale, ma anche una larga fetta di economica territoriale.

Se approvato, sarà impugnato da assessore e pescatori e portato a Roma, sia all’attenzione della nuova direzione della Pesca che dello stesso Governo. La richiesta è di regolare lo stop in una maniera diversa che consenta di poter salvaguardare realmente le specie ittiche (che com’è stato più volte dimostrato non si riproducono nel periodo in cui negli ultimi trent’anni è stato programmato il fermo) consentendo alle attività locali di poter lavorare senza fermarsi per tutti quei giorni.

“Abbiamo taciuto per anni – ha affermato Cantalamessa al termine della riunione – perché dagli anni Ottanta a oggi ci hanno sempre detto che quel provvedimento serviva per salvaguardare l’Adriatico. Da qualche tempo a questa parte però la scienza ha provato che non è così. A questo punto gli operatori del turismo e dell’indotto che confluiscono in Asimprese, si schierano al fianco dei pescatori. E’ paradossale che nel periodo in cui c’è maggiore affluenza turistica e maggiore richiesta di pesce sulle tavole, ristoratori e albergatori siano costretti a non poter promuovere il prodotto tipico territoriale e a essere obbligati a rivolgersi altrove. Come si fa a parlare di valorizzazione e potenziamento del tessuto economico di fronte ad una situazione del genere?”.

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