SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nonostante le reiterate rassicurazioni di Gaspari, il Bilancio di previsione fatica a vedere la luce. Il documento finanziario non approderà in giunta prima di fine marzo, posticipando a metà aprile la votazione in Consiglio Comunale.

Martedì pomeriggio l’argomento ha tenuto banco alla riunione di maggioranza, a ventiquattr’ore dal faccia a faccia avvenuto tra gli esponenti del Pd. “Chiediamo il massimo impegno affinché non si aumentino le tasse”, dice la segretaria dei democratici, Sabrina Gregori. “La Tasi sarà una tassa pesante, in tutti i comuni. Vorremmo aiutare e sostenere le categorie in difficoltà. Andrà però effettuato un attento controllo dei modelli Isee, per garantire che i benefici vadano a persone con reali necessità. La nostra attenzione sarà rivolta alle fasce più deboli, senza dimenticare che tutti i servizi del Sociale verranno garantiti e, in certi casi, potenziati”.

Di Bilancio si discuterà anche nell’Unione Comunale di mercoledì 25 marzo, alla vigilia della probabile approvazione da parte degli assessori e del sindaco.

La Tasi è fissata al 2,5 per mille sulle prime case, tuttavia il Governo consente agli enti locali di incrementare l’aliquota fino ad un tetto massimo aggiuntivo complessivo dello 0,8 per mille. Ciò significa che sulle abitazioni principali si potrà toccare il 3,3 per mille.

C’è poi l’imposta sui rifiuti, che nel centrosinistra in molti vorrebbero abbassare. Il capogruppo del Pd Claudio Benigni ha proposto un allentamento sul fronte delle tariffe. La risposta sarebbe stata negativa, motivata dagli alti costi legati al personale della Picenambiente e allo smaltimento dell’umido, che avverrebbe fuori dalla regione Marche. Ecco allora un’ulteriore ipotesi: abbassare la Tari grazie ai proventi giunti a gennaio dalla mini-Imu.

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