SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Quello della discarica in zona Agraria è un argomento caldo, che continua a far parlare di sé e sul quale il Movimento 5 Stelle di San Benedetto pare intenzionato a non mollare neanche di un centimetro.

Procediamo però per gradi, la Piattaforma Ecologica è una discarica a cielo aperto sita in zona Agraria, al civico 148 di via Val Tiberina che, dal 2009, è stata lasciata all’abbandono insieme alle enormi quantità di rifiuti che cela al suo interno, da quello che sappiamo rifiuti tossici, pericolosi, percolati e forse anche rifiuti radioattivi.

Questa discarica presenta numerose criticità: oltre infatti alla moltitudine di sostanze pericolose che contiene al suo interno, essa è ubicata a pochissimi metri dall’autostrada A14 e dalle sue barriere di contenimento, si trova a ridosso di molti complessi abitativi e in generale all’interno di un quartiere fortemente antropizzato che conta infatti oltre 4 mila anime e infine si trova pericolosamente vicina alle falde acquifere.

A tutto questo si aggiungono una certa incertezza che aleggia attorno ai responsabili delle attività inquinanti, visto il continuo succedersi negli anni di numerose società preposte alla gestione del sito e il fondato timore che nella discarica si trovi seppellita un’indefinita quantità di grafite radioattiva, timore fondato perché sono piuttosto evidenti, grazie anche a una testimonianza di un ex dipendente della Piattaforma, le connessioni con la discarica stessa e lo stabilimento Carbon di Ascoli Piceno, già oggetto più di dieci anni fa di numerose inchieste di Legambiente che hanno portato a stabilire con certezza che l’azienda trattava effettivamente grafite contaminata con uranio impoverito.

Finalmente però qualcosa si muove attorno al sito dell’Agraria, il 7 marzo scorso infatti il consigliere comunale ed esponente “grillino” Giovanni Marucci, insieme a Massimo Tamburri e al vicepresidente di Legambiente Ascoli Paolo Prezzavento hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli in cui si chiede ai magistrati inquirenti di verificare l’esistenza di fattispecie penalmente rilevanti in merito ai fatti riguardanti la Piattaforma Ecologica Srl unitamente alla richiesta di essere informati circa l’eventuale iscrizione di uno o più indagati al registro delle notizie di reato.

“E’ palese come in questi anni si sia sviluppato un connubio molto forte tra la politica, soprattutto con le amministrazioni di sinistra, e la scriteriata gestione dei rifiuti nel Piceno, in questo senso basti vedere la discarica di Campolungo, che si trova incredibilmente in mezzo all’alveo del fiume Tronto” ha tuonato Peppe Giorgini, attivista M5S che da anni si occupa di ambiente nella nostra provincia e che prosegue dicendo che “è arrivato il momento di spezzare questo legame malato per il bene di San Benedetto e di tutto il nostro territorio, un territorio che credevamo essere un’isola felice ma che non lo è affatto visto che”-conclude l’attivista “grillino”- i dati nazionali ci dicono che nelle Marche sono presenti 1574 siti potenzialmente contaminati, numeri che fanno balzare la nostra regione al terzo posto nella speciale classifica nazionale dietro solo a Campania e Lombardia se non addirittura al primissimo posto se consideriamo il rapporto tra i siti inquinati e la popolazione”.

Parallelamente ad un auspicabile e incisiva attività inquirente da parte della magistratura, si spera ora anche in una netta presa di coscienza da parte degli enti locali preposti al controllo dell’ambiente e della salute dei cittadini, forse troppo passivi e immobili in questi anni. Perché la terra dei fuochi è lontana da noi sia nel pensiero che nei fatti, ma forse non così tanto.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 571 volte, 1 oggi)