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SAN BENEDETTO DEL TRONTO- “Quello della discarica in fondo a Via Val Tiberina è stato sempre un argomento vociferato, oggetto di conversazioni nel quartiere ma, forse per mancanza di informazioni da parte di tutti, mai cavalcato fino in fondo e forse, alla luce dei recenti sviluppi, sarebbe ora di affrontarlo, è una Piattaforma Ecologica che di ecologico non ha niente” esordisce così Andrea Traini, avvocato 39enne presidente del quartiere Agraria quando gli chiediamo come mai, nonostante un decennio di probabili attività inquinanti nel sito, nessuno o quasi si sia mai preoccupato di approfondire la questione.

“La mia opinione è che molte delle figure che hanno governato il nostro territorio negli ultimi decenni si siano comportati più da politici, sempre in cerca di voti, che da statisti interessati al benessere dei cittadini. Si sono sempre sentiti talmente forti sul territorio da tralasciare molte questioni importanti e la Piattaforma Ecologica è una di queste questioni” prosegue il presidente che tiene a precisare come questo scandalo “sia solo l’ultimo in ordine di tempo ad aver interessato l’Agraria che deve guardarsi ciclicamente dagli allagamenti, dal progetto di stoccaggio gas, da un inquinamento di grandi proporzioni e dai cumuli di calcestruzzi che fanno da panorama insalubre a tanti complessi abitativi”.

Grazie all’attività di Peppe Giorgini del Movimento 5 Stelle il probabile scandalo ambientale che si cela dietro ai cancelli chiusi della discarica sta pian piano uscendo fuori, “Peppe lo conosco bene, è prima di tutto un cittadino che tiene al bene del suo territorio e solo dopo un attivista politico, il suo impegno lo vivo tutti i giorni e lo sostengo, guardate”- ci fa cenno l’avvocato Traini indicando uno spazio vuoto nella libreria del suo studio- “il Testo Unico sull’ambiente a Peppe Giorgini l’ho dato io”- ci dice sorridendo- “perché trovo giusto andare fino in fondo alla cosa anche se, da persona del mestiere, ho i miei dubbi sul fatto che questa storia possa avere degli sviluppi concreti dal punto di vista giudiziario”. Quando gli chiediamo il perché di una convinzione cosi pessimista la risposta è immediata “dispiace dirlo perché sarei il primo a volere una punizione per i responsabili, ma purtroppo il massimo che possiamo chiedere in questo momento è il ripristino dei luoghi, con il rischio prescrizione e con una certa incertezza sui responsabili e sulle specifiche attività inquinanti, il prospetto di un’azione penale lo vedo abbastanza lontano”-prosegue Traini-“anche perché non è detto che quanto scoperto dall’attività di inchiesta di Giorgini non sia già conosciuto dalla Procura della Repubblica”.

Quando per concludere gli facciamo notare che lo scandalo risale a tempi in cui a capo degli enti preposti al controllo dell’attività del sito, cioè Comune e Provincia, c’erano figure come Perazzoli e Colonnella, fortemente legate al territorio dell’Agraria,  il presidente ci risponde: ”Beh io non credo che loro potessero sapere o fare qualcosa di più, anche perché chi compie attività inquinanti tende a non farlo alla luce del sole, però, una cosa è certa, in passato, proprio  causa di questi legami il quartiere è stato spesso tacciato di favoritismi rispetto alla zona Nord di San Benedetto, quando, alla luce dei tanti disagi, l’ultimo dei quali è la discarica, questa non può essere dipinta certo come un’isola felice ma anzi, quasi un posto dimenticato da dio”.

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