DA RIVIERA OGGI IN EDICOLA N. 984

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come molti lettori sanno, abbiamo deciso, da qualche tempo, di parlare di Sambenedettese Calcio con la sola cronaca delle gare, con eventuali critiche a Tizio e Caio se le riteniamo utili alla causa e con notizie concrete se esse riguardano la società e il suo futuro.

Troppe le chiacchiere spesso utili per riempire i giornali, i nomi buttati là solo per creare qualche discussione e per avvantaggiare personaggi spesso poco credibili. I quali vengono accreditati senza averne le giuste credenziali.

Non possiamo, altresì, far passare in silenzio situazioni che riteniamo poco corrette le quali, proprio per questo motivo, non lasciano prevedere un futuro finalmente roseo e razionale.

Mi riferisco alla trattativa che riguarda la famiglia Milone che si è rifatta sotto, insieme ad un loro esperto di calcio, per l’eventuale acquisto della società di Viale dello Sport.

Bene, se la famiglia Milone arriverà decisa e pronta a fare il grande passo senza più i ripensamenti passati. Oggi il quotidiano di Ancona riporta dati concreti sulle intenzioni degli assicuratori romani anche se non appare chiaro, se dietro i loro auspici c’è ancora il patron romano del quale non faccio nome ma tutti sanno chi è.

I Milone potrebbero essere le persone giuste per l’ingente investimento di cui la Samb ha bisogno per mettere le basi su un progetto che, se ben fatto, potrebbe restituire il versato, una volta risalita in serie B. Non ho mai parlato né conosciuto personalmente i componenti della famiglia romana ma le mie sensazioni sono buone.

Qualcosa però non va e lo dirò dopo aver riferito quanto mi ha detto l’attuale presidente Gianni Moneti: “È vero, nei giorni scorsi i Milone (padre e figlio) sono venuti a San Benedetto invitati da NoiSamb. Sono stato a pranzo con loro. In quell’occasione hanno espresso la loro intenzione di rilevare la Samb ma ancora non sono arrivate offerte. Quando arriveranno le prenderò in seria considerazione perché ho sempre detto che, se arrivassero acquirenti tipo Bellini o similari, mi tirerei indietro per il bene della Samb. La cosa più importante è il suo futuro, tutto il resto non conta

Vi siete dati appuntamento per i prossimi giorni, magari a promozione matematica raggiunta?

No, ma resto a disposizione. Nel frattempo ho altri contatti, compresa quella con il giovane imprenditore torinese che hanno contattato te per avere il mio numero di telefono. Li incontrai come sai presso l’hotel Sporting. La cosa sicura è che cederò la Samb solo in mani buone e certe

Speriamo bene. Non mi pare però normale che la notizia dell’incontro tra Moneti, Noi Samb e i Milone non sia stata diramata dalla stessa associazione a tutti gli organi di stampa come prassi prevede. Sarebbe servita per evitare che la notizia arrivasse un po’ distorta agli sportivi rossoblu,  e non in forma ufficiale, come infatti è accaduto.

Non voglio credere che un eventuale comunicato stampa ufficiale da parte di NoiSamb (ne ha fatti altri negli ultimi giorni) avrebbe riportato, come ho letto oggi nel quotidiano anconetano (che non ho motivo di non prendere per vero) che i Milone hanno già anticipato alcune loro intenzioni per l’aspetto tecnico: via Andrea Mosconi  e Samb di nuovo in mano a Ottavio Palladini, attualmente primo responsabile del settore giovanile.

Non è una cosa buona perché si manca di rispetto all’attuale allenatore e si inizia a creare contrasti tra la tifoseria che magari non la pensa allo stesso modo, senza nulla togliere a Palladini che, personalmente, io avrei riconfermato ad inizio stagione sulla panchina della prima squadra.

Perché se oggi nulla si toglie ad Ottavio, molto si toglie, e non mi pare giusto e signorile, a mister Mosconi che sta portando la squadra a record mai ottenuti prima nella stessa Eccellenza. Tre pareggi e una sconfitta in 27 gare.

Risultati che non si ottengono solo perché alcuni giocatori sono di categoria superiore e senza una guida che sappia motivarli fino a farli rendere al massimo per un intero campionato. Oltretutto, che la mossa non sia giusta, se la notizia è vera come credo, lo dice la storia e, guarda caso riguarda lo stesso Palladini che, dopo aver vinto il campionato, fu esonerato per poi essere richiamato durante il torneo seguente nel quale arrivò secondo e l’anno dopo primo, in serie D.

Insomma, bisogna evitare che vengano diffuse notizie che possono diventare destabilizzanti e non sempre per colpa di chi le dà. Si possono infatti evitare con una corretta comunicazione istituzionale in tempo reale (da parte di NoiSamb nel caso specifico) che sia in grado di non far diventare distorsioni certi spifferi provenienti da passa parola che, inevitabilmente, danno luogo a considerazioni personali che deformano a volte la realtà.

Concludo con la considerazione di Moneti alla fine del nostro colloquio telefonico: “Come con i Maio capita ancora che, chi vuole acquistare la Samb, non si rivolge direttamente a me che ne sono il legittimo proprietario”.

Non gli si può dar torto ma l’importante, per quel che mi riguarda, è che qualsiasi nuovo cammino che intraprenderà la Samb sia nel segno della trasparenza e in una comunicazione che non dia alito a scoop che andrebbero fatti su altre faccende. Alla Samb, dopo quello che ha passato negli ultimi 25 anni, serve solo concretezza e meno chiacchiere.

E, aggiungerei, input importanti come, per esempio, far tornare il glorioso blasone rossoblu la squadra della riviera picena come non lo è più. Alla riunione di Tifosi Pro Samb che si terrà lunedì prossimo proporrò anche di impegnarsi affinchè la Samb torni ad essere il punto di riferimento di tutte le località a noi vicine, pena l’aumento, di giovani specialmente, che strizzano l’occhio ai nostri cugini in bianconero. Non pensare a questa cosa equivale a fare come gli struzzi che, per non guardare una brutta realtà, nascondono la testa sotto la sabbia.

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